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Branco di lupi stermina gregge, Coldiretti: «I danni da fauna selvatica mettono a rischio le aziende agricole»

TARQUINIA – Una mattanza, quella avvenuta la notte tra sabato 3 e domenica 4 gennaio. Un branco di lupi ha attaccato le armenti dell’Azienda Agricola Biologica “La Turchina” a Tarquinia, lasciando sul terreno membra straziate di 27 agnelli e 2 pecore adulte. All’appello mancano altri 29 agnelli, probabilmente in parte completamente mangiati e in parte portati altrove. A detta della perizia veterinaria, sarebbero stati almeno 10 gli esemplari che hanno sterminato il gregge per nutrire i cuccioli nella tana.

«Sono anni che il problema esiste sul nostro territorio. – dichiara Loretta Di Simone – Si pensa che a Tarquinia ci sia solo il mare, invece oggi sono presenti stabilmente vari lupi, ma mai avevano realizzato una tale mattanza. La pastorizia è un mestiere duro, portato avanti con passione da numerosi sardi, umbri e marchigiani come la nostra famiglia, che in Maremma ha messo le radici. Combattiamo ogni giorno con le mille difficoltà proprie di questo mestiere (il basso prezzo del latte e della carne degli ovini, il reperimento dei pascoli, la Bluetongue, i furti), ma quando arrivi in azienda e trovi un campo di battaglia con sangue e carcasse sparse dappertutto, fino ad un chilometro di distanza, si rimane scioccati, atterriti, sconfitti. Pensi a quanti giorni, mesi, anni di lavoro hai impiegato per allevare al meglio i tuoi animali e in una notte svanisce tutto. E per fortuna che i sette cani pastore hanno difeso le pecore adulte e un’altra quindicina di agnelli, altrimenti avremmo chiuso i battenti. Noi pastori siamo soli, abbandonati dalle istituzioni e accusati di seminare morte.

Il lupo fa il suo mestiere – continua Di Simone – sceglie le prede più facili, è la natura. Il problema è l’uomo, che ha deciso di “lanciare” questi animali sul territorio, senza poi interessarsi più di ciò che accadeva. A spese dei pastori. Che pagano col sudore e con il denaro, per i danni, lo smaltimento delle carcasse e il mancato guadagno; eh sì, perché le pecore, atterrite dalla paura e senza figli, non producono più latte, proprio nei mesi di gennaio e febbraio in cui il prezzo del latte al produttore è il migliore».

«Lo sfogo di Loretta – sostiene il direttore della Coldiretti Viterbo Ermanno Mazzetti – è legittimo e ben comprensibile dal momento che chi svolge attività agricola e fa impresa, ha il diritto a produrre ed allevare il proprio bestiame e non deve essere messo nelle condizioni di cambiare il proprio indirizzo produttivo soltanto perché una serie di cause esterne dovute a scelte scellerate pregiudicano la normale attività di impresa. I lupi oggi ci sono e tanti: non solo a Tarquinia, ma anche a Tuscania, Farnese, Bagnoregio. Tutto questo va ad aggiungersi all’annoso problema dei danni da cinghiale. I danni da fauna selvatica – conclude il direttore Mazzetti – stanno mettendo a rischio non solo l’esistenza delle singole aziende agricole, ma anche la sostenibilità di un modello di sviluppo quale è quello attuato dall’agricoltura della Tuscia.

«Coldiretti Viterbo insieme con Coldiretti Lazio – ha dichiarato il presidente di Viterbo Mauro Pacifici – ha sollecitato, con una manifestazione tenutasi il 12 novembre 2014 presso il consiglio regionale del Lazio, la presentazione di una proposta di legge,che si propone di dare una risposta a molti dei problemi fin qui evidenziati. Mi sento di rivolgere un appello a tutti i consiglieri della nostra Provincia affinché si adoperino per arrivare all’approvazione della legge per dare una risposta a tutti gli imprenditori agricoli che, come la giovane Loretta De Simone, scommettono ogni giorno sulla loro attività imprenditoriale e possano ancora trovare passione in quello che fanno».

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