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Estorsione: «Nessuno abbindolava gli anziani, sarà dimostrata la violenza sessuale nei confronti della donna»

MONTALTO DI CASTRO – Si sono conclusi nella giornata di ieri gli interrogatori di garanzia alle tre persone arrestate dalla polizia di Tarquinia per una presunta estorsione a sfondo sessuale ai danni di un anziano di 76 anni. Mentre altre due persone sono state sottoposte all’obbligo di firma presso le forze dell’ordine. La vicenda vede coinvolta una giovane romena di 21 anni (agli arresti domiciliari) che, secondo l’accusa, con la complicità del marito e di un montaltese, avrebbe adescato sessualmente l’anziano per poi estorcergli denaro in cambio del silenzio. I fatti risalgono a maggio dello scorso anno, quando la giovane si è recata al pronto soccorso di Tarquinia affermando di avere subito una violenza sessuale da un pensionato di Montalto. Da qui la denuncia al commissariato con l’apertura del fascicolo e l’inizio delle indagini, coordinate dal pm Valentina Zavatto, fino ad arrivare agli arresti dell’altro giorno.

Ora, però, le accuse mostrano due versioni contrastanti: da una parte una donna minacciata e molestata in atteggiamenti ascrivibili alla sfera della violenza sessuale, dall’altra un anziano vittima di una messa in scena con lo scopo di sottrarre denaro. L’avvocato Marzia Sbragalia, che difende la donna, interviene chiarendo che «la violenza a sfondo sessuale c’è stata nei confronti della giovane e verrà dimostrata, e che nessuno sceglieva e abbindolava gli anziani. Una donna fatta passare da carnefice quando è proprio lei ad aver subito un gravissimo sopruso».

I fatti si sarebbero verificati in una zona rurale nelle prime ore del pomeriggio e dopo che la donna è stata riportata a casa dall’anziano, ha allertato il marito raccontando quanto avvenuto. Solo più tardi si è presentata al pronto soccorso, grazie all’aiuto di un amico della coppia che si è prestato ad accompagnarla in auto. L’avvocato evidenzia che «il 76enne dopo quattro mesi ha riportato la testimonianza della moglie, la quale ha riferito di aver assistito ad una telefonata con tanto di richiesta di denaro da parte della donna all’anziano, la sera stessa della violenza sessuale. Ma i tempi tecnici non collimano, in quanto a quell’ora la giovane era all’attenzione dei medici all’interno del pronto soccorso».

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