Amerai a kilometro zero

XXX domenica del Tempo ordinario – Anno A

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,34-40)

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

«Primo comandamento: ama Dio!» dice Gesù. Abbastanza ovvio che Dio dica: “la cosa più importante è che mi ami”. È il secondo comandamento che è strano! Ti saresti aspettato “sottomettiti”, “riveriscimi”, “sacrificami”, “uccidi in mio nome”,… e invece «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Addirittura è simile al primo, dello stesso ordine d’importanza: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Dio è convinto che l’essere umano, per primo tu, sia una creatura amabile. Se eri giù di corda, facci caso: hai appena ricevuto un “like” onnipotente sul tuo profilo! Scrive Jean Marie Ploux: «ogni rappresentazione di Dio che va contro l’uomo, contro la sua umanità, che lo sminuisce o lo distrugge, è una falsa rappresentazione di Dio» (cit. Dio non è quel che credi).

Permettimi: metto un umanissimo “like” al profilo del mio Dio che ha avuto coraggio di farsi carne. Il terzo “like” spetta al mio prossimo, cioè a colui che mi è più vicino. È un “pollice in su” per niente ovvio in quest’era digitale che avvicina i lontani e ci rende insensibili ai vicinissimi. Sono mesi che chatti con un romantico sconosciuto e non riesci a dare un bacio a tuo marito; non trovi ragione ai litigi infantili di Trump e Kim Jong-un, ma continui a odiare tuo padre per quella volta che ti ha chiuso la porta in faccia; ti commuovi e t’arrabbi per l’ultimo video sugli animali abbandonati e non abbracci tua nonna da un mese; sostieni un progetto per curare gli orfani in Mozambico e non sopporti il figlio ribelle di tua sorella che non ha mai conosciuto suo padre. «Signore, ho bisogno di amare, qui, ora, a due passi da casa mia. Convincimi a ritenere degne del mio amore le persone che incontrerò oggi». (dPaolo)

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