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martedì 30 Novembre 2021

Il primo cittadino al termine dell'udienza preliminare: "Ho sempre agito nell'interesse del Comune e dei cittadini e mai per miei scopi personali. Accetto questo ulteriore passaggio con l'ottimismo di sempre"

Appalto rifiuti e lungomare: il sindaco Caci rinviato a giudizio

Andranno tutti a processo. Il giudice per l’udienza preliminare Paola Petti presso il tribunale di Civitavecchia ieri ha deciso per il rinvio a giudizio nei confronti di tutti gli indagati nell’inchiesta relativa all’appalto del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Montalto di Castro (più volte prorogato) e sui lavori di restyling del lungomare.

Una maxi inchiesta sfociata con 18 avvisi di garanzia notificati il 19 gennaio 2018 dalla Procura di Civitavecchia nei confronti di 14 persone fisiche e quattro società (Energeticambiente, Aimeri Ambiente, Ditta Lanzi e Consorzio Comonsi). Tra questi, risultano indagati anche il sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci e l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Corona, chiamati davanti al gup Paola Petti del tribunale di Civitavecchia.

Quattordici i capi d’imputazione. Sulla questione rifiuti vengono contestate oltre ad anomalie nelle proroghe anche nel modo in cui si è arrivati a formulare il bando finale della nuova gara oltre all’aumento delle tariffe.
Per quanto riguarda i lavori del Lungomare Harmine invece i reati riguarderebbero false attestazioni di fine lavori e l’utilizzo di materiali di qualità inferiore a quella richiesta nel capitolato d’appalto.

I fatti risalgono agli anni 2016-2017 con i sostituti procuratori di Civitavecchia, Valentina Zavatto e Alessandro Gentile che hanno richiesto il rinvio a giudizio, per i reati che vanno a vario titolo dalla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, all’induzione indebita a dare o promettere utilità, all’abuso d’ufficio, falso ideologico e truffa aggravata.

Tutti rinviati a giudizio, la decisione del giudice Petti.

“Il materiale prodotto – il commento del sindaco Caci dopo l’udienza  – impressionante per numero di pagine, di intercettazioni ambientali e telefoniche, era onestamente molto difficile da esaminare in questa fase. Deduco che questo abbia indotto il giudice, che mi sembra aver accolto positivamente le difese di tutti, a voler comunque delegare ad altro collegio esaminante atti e fatti”.

“Accetto questo ulteriore passaggio con l’ottimismo di sempre – aggiunge il sindaco Sergio Caci -consapevole che dalla documentazione prodotta si evince che, in ogni mia azione, ho sempre agito nell’interesse del Comune e dei cittadini e mai per miei scopi personali”.

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