Aumentano i morti sul lavoro, Turchetti (Uil): “Si lavora senza garanzie”

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Giancarlo Turchetti
Giancarlo Turchetti

VITERBO – Nella giornata della festa dei lavoratori, la Uil di Viterbo comunica i dati dell’Inail sulle morti bianche. “Quasi mille morti per lavoro nei primi 10 mesi del 2015. 155 morti in più rispetto al 2014. In un solo anno, in Italia i lavoratori vittime di infortunio mortale sono aumentati del 18,6%”.

“Una situazione che deve farci riflettere – dichiara il segretario generale della Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti -. Un dato che deve farci rabbia. Tra gennaio e ottobre sono arrivate all’Inail denunce per 988 morti, contro le 833 dell’anno prima. 729 i morti sul posto di lavoro (101 in più rispetto all’anno precedente, +16,1%). I morti in itinere, cioè per andare o tornare dal lavoro, sono stati 259. Nel 2014 erano 205. Nel primo trimestre di quest’anno, ci sono state invece più di dieci vittime alla settimana. 130, infatti, i decessi rilevati in occasione di lavoro tra gennaio e marzo (a cui si aggiungono altri 46 infortuni mortali avvenuti in itinere)”.

È la Lombardia a far rilevare il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (15), seguita da Piemonte (14), Emilia Romagna (13), Toscana (11), Puglia (10), Marche e Veneto (9), Campania (8), Lazio (7), Sardegna e Sicilia (6). Ai vertici della classifica provinciale nel primo trimestre 2016 troviamo Torino e Macerata con 5 morti bianche. Seguite da: Ferrara, Cuneo, Bologna, Bergamo e Cremona (4).

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Il settore delle attività manifatturiere quello in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali (19, pari al 14,6% del totale dei casi di morte in occasione di lavoro). Al secondo posto le costruzioni con 16 vittime (12,3 per cento del totale). Gli stranieri morti sul lavoro tra gennaio e marzo 2016 sono 10 (l’11,4% del totale) e le donne 8. La fascia d’età più colpita – che costituisce il 40 per cento di tutte le morti rilevate in occasione di lavoro – è quella compresa tra i 45 e i 54 anni. Infine, il 40 per cento degli infortuni mortali si è verificato nei primi due giorni della settimana.

“In Italia – prosegue Turchetti – si continua a morire di lavoro come se nulla fosse. Contemporaneamente si smantella lo stato sociale, vengono tagliati i finanziamenti per gli ammortizzatori sociali e i fondi per i patronati con il chiaro intento di colpire le organizzazioni sindacali colpendo i più elementari diritti dei lavoratori. Non guardano più in faccia a nessuno. Un salto nel vuoto, con i lavoratori e le loro famiglie doppiamente vittime. Vittime della disoccupazione dovuta ad una crisi che non hanno provocato. In attesa di un lavoro dove poi si rischia di morire. Perché si lavora senza garanzie o con garanzie al ribasso. Oggi più che mai – sottolinea il segretario – dobbiamo vivere il primo maggio non solo come una festa, ma soprattutto come simbolo del riscatto dei lavoratori, della difesa dei diritti conquistati e della conquista di nuovi diritti”.

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