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“Bisogna riscoprire e vivere secondo quei valori basilari della vita: i rapporti con i genitori, i nonni, gli affetti tutti”

MONTALTO DI CASTRO – Può un anonimo giorno feriale, anzi a detta del sottoscritto il più anonimo ed inutile giorno feriale che esista, il mercoledì, un mercoledì per di più fracido di una fredda pioggia dicembrina, trasformarsi in una giornata ricca ed edificante per lo spirito ed il proprio sapere? Può, se si ha l’opportunità di intervistare una persona come Padre Giuseppe, che se a volte per pensieri e convinzioni è a te distante anni luce, tuttavia lo avverti vicino come un gemello nella ricerca della verità e del bene comune. E soprattutto se durante il fortunato colloquio, guardandolo negli occhi frementi di vita ti senti lentamente conquistare dalla passione ed invadere dall’amore che lo stesso, con umiltà, mette quotidianamente nel suo servizio pastorale.

Sia però sincero, la Chiesa sta perdendo “consensi”, specie fra i giovani, ne è prova anche il crollo verticale dei matrimoni religiosi…dove sta commettendo errori?

La Chiesa in se stessa non commette errori perché è UNA e SANTA ed ha l’indefettibilità! Gli errori forse li possiamo commettere noi uomini di Chiesa, intendendo non solo noi sacerdoti, ma anche tutti i battezzati! Perché tutti i battezzati fanno parte della Chiesa. Non penso poi che la Chiesa stia perdendo consensi tra i giovani, ne sono prova le GMG che sono le straordinarie manifestazioni ideate da San Giovanni Paolo II per raccogliere tutti i giovani cattolici del mondo intero! Ci sono moltissimi giovani che ne partecipano!!! Io penso che i giovani hanno una vivacità interiore tale da fare grandi cose. Dobbiamo noi sacerdoti saper proporre loro grandi ideali, ideali nobili, qualcosa per la quale vale la pena dare la vita affinché possano diventare gli eroi di questo secolo, possano diventare i santi del nuovo millennio! Ed ecco che allora si deve proporre loro l’ideale del matrimonio Cattolico vissuto con radicalità…in maniera esemplare, fecondo! L’ideale di una consacrazione totale a Dio nel sacerdozio o nella vita consacrata, con le sfumature dell’onestà, dell’amore al bene comune e sempre alla ricerca di Cristo che è la Via, la Verità e la Vita. Io stesso conosco una quarantina di giovani che si preparano a diventare sacerdoti a Montefiascone, ed una ottantina di suore che sono a Tuscania, tutti ragazzi e ragazze che si stanno preparando per andare in missione. Inoltre seguo da vicino giovani coppie che si vogliono preparare bene al passo del matrimonio ed altre che già ho potuto sposare e che continuano a frequentare le catechesi su matrimonio e famiglia.

Sentirsi in colpa…uno dei “segni caratteriali” del cattolicesimo è proprio quello di far vivere perennemente un fedele con i sensi di colpa, direi perennemente mortificato…perché non vivere con più gioia e serenità le bellezze del creato, crogiolandosi di ciò che Nostro Signore ci ha regalato?

Va ricordato innanzitutto che la Chiesa è Madre e Maestra dei propri figli, che sono dunque i fedeli. Sta a noi educarli, fargli capire, con lo spirito di un padre, quello che sta bene e quello che sta male. E quale è il manuale d’istruzione dell’uomo? Sono certamente i dieci comandamenti, che ora in maniera molto semplicistica per far capire a tutti paragoneremo ai cartelli triangolari posti ai lati della strada, che ci avvisano dei pericoli e evitano le sbandate, evitano di andare fuori strada!

E Padre Giuseppe ha mai ignorato quei cartelli?

Allora: queste sono cose molto personali ma l’unica cosa che posso dirti è che se uno è fedele Dio, Egli lo mantiene sulla retta via.

Ed è dura rimanere sulla retta via?

Dirò la verità: a me non risulta poi così dura, perché se uno cerca di essere fedele alla preghiera, alla costanza ai sacramenti ed al rispetto dei comandamenti ha una forza superiore, quella della Grazia di Dio.

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La domanda che tutti vorrebbero rivolgerLe: perché un parroco cattolico non può sposarsi?

Sono due vocazioni diverse: chi sceglie di diventare sacerdote non lo fa perché disprezza il matrimonio, no…ma vede che Dio lo chiama ad una speciale consacrazione che è la cosa migliore che Dio ha pensato per il sacerdote. San Paolo dice: “colui che sposa la sua vergine fa bene e chi non la sposa fa meglio” intendendo per “meglio” consacrarsi a Dio. E questo vale solo per le persone che hanno la vocazione a donarsi a Dio e non per quelli che Dio chiama al matrimonio evidentemente. Poi c’è anche il lato prettamente pratico: sta morendo una persona ed il parroco è all’ospedale perché la moglie sta male, oppure sta con i figli al parco, oppure è fuori per motivi familiari…cosa fa? Ecco che quindi sorgerebbero insormontabili problemi. Il sacerdote è chiamato ad una fecondità spirituale, cioè ad avere tanti figli e figlie spirituali per guidarli verso il cielo. Comunque io qui ho tanti papà, tante mamme…sono tutte quelle persone che quotidianamente mi aiutano nella maniera più disparata ed ho anche tanti figli, circa 160, i bambini del catechismo ed inoltre gli altri confratelli sacerdoti, quindi diventare parroco mi ha dato tanto, tantissimo anche da questo punto di vista.

Le altre religioni: i conflitti purtroppo sempre più accesi, l’odio che subdolo cova sotto la cenere…come cercare di uscirne, di spegnere definitivamente queste fiamme?

La soluzione c’è: semplicemente il rispetto reciproco e la ricerca sincera della verità.

Parliamo del Capo della Chiesa, il Papa. Le tante aperture e innovazioni di Papa Francesco: la riscoperta dell’umiltà, i tentativi di dialogo con le altre religioni, le cosiddette “aperture” a divorziati e gay…si è passati dalle scarpette di Prada di Benedetto XVI alla semplicità di Papa Francesco..

Ti dico la verità: l’introduzione che mi hai fatto stona un poco. Ogni momento di vita della Chiesa ha il Papa che più si addice, con il proprio carattere ma tutti hanno insegnato la stessa dottrina, la stessa fede, tutti a modo loro, secondo i doni ricevuti, hanno incentivato dialogo e aperture. Non dimentichiamo che Benedetto XVI, lasciando la guida di Roma all’attuale Papa ha compiuto un gesto di grandissima umiltà…quindi più che soffermarmi sulle scarpe di Benedetto XVI io mi soffermerei sul suo operato ed i suoi insegnamenti! E poi chiediamoci se tante persone che apprezzano Papa Francesco per ciò che dice ed il modo come le dice compiono poi quello che Papa Francesco dice? Quindi non ci soffermiamo sull’apparire ma seguiamo in maniera più profonda e completa i messaggi e gli insegnamenti di ogni caro Papa. Forse queste cose esterne aiutano ad avvicinare le persone, ma non sono l’essenziale del Cristianesimo.

Siamo in dirittura d’arrivo: oggi, la civiltà cosiddetta civile, circondata dai social e dalle numerose opportunità di socializzare, è in realtà composta da tantissime persone stanche, smarrite, perse, incomprese…dia loro un consiglio, una speranza…

Si volentieri, solo uno: bisogna usare questi mezzi tanto quanto ci servano per santificarci e per fare il bene. E bisogna allontanarcene tanto quanto sono a noi nocivi per la salvezza dell’anima. Bisogna riscoprire e vivere secondo quei valori basilari della vita: i rapporti con i genitori, i nonni, gli affetti tutti…goderseli e mettere da parte un po’ la tecnologia, parlare, dialogare, interessarsi agli altri, su come sta andando la vita delle persone a noi care, cercando quindi di avere un vero contatto sociale, non virtuale. E seguendo il consiglio di Papa Francesco di fermarsi e pregare in famiglia.

A.L. Snaporaz

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