I capolavori di due antiche civiltà esposti a San Sisto – VIDEO

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L’inaugurazione della mostra

MONTALTO DI CASTRO – Inaugurata mercoledì pomeriggio la mostra “Egizi Etruschi” nel Complesso monumentale San Sisto. Una preziosa collezione che ripercorre la storia di due tra le più grandi civiltà del Mediterraneo, che sarà esposta al pubblico fino a settembre. La sala grande dell’ex chiesa del XIII secolo, ospita oltre 240 preziosi oggetti alcuni dei quali provenienti dalla collezione di Eugene Berman, pittore, illustratore e scenografo russo che, alla sua morte, donò allo Stato.

Prima del taglio del nastro si è tenuto un incontro tra la Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, Alfonsina Russo Tagliente, il presidente del consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori, l’egittologa Massimiliana Pozzi Battaglia e il Presidente di Fondazione Vulci Carmelo Messina. Per l’amministrazione comunale è intervenuto Luca Benni che ha rimarcato l’importanza della conoscenza della storia del proprio territorio, fondamenta per lo sviluppo culturale. Tra i presenti della nuova amministrazione comunale anche Silvia Nardi, Giovanni Corona, Rita Goddi e Marco Fedele. All’incontro hanno partecipato anche il consigliere regionale Daniele Sabatini e il delegato alla cultura del Comune di Canino, Corrado Vaccarella. La mostra “Egizi Etruschi” è stata realizzata grazie al contributo della Regione Lazio e del Comune di Montalto di Castro, promossa e allestita dalla Soprintendenza con la preziosa collaborazione del laboratorio di diagnostica e restauro di Vulci, diretto da Teresa Carta, del direttore scientifico di Fondazione Vulci, Carlo Casi, autore di alcuni testi del catalogo che accompagna l’esposizione a cura di Alfonsina Russo, Simona Carosi e Massimiliana Pozzi Battaglia.

“Questo luogo – ha detto la Soprintendente Alfonsina Russo – è la porta del parco di Vulci dal quale sono venute alla luce importanti testimonianze egizie”. All’incontro è intervenuto anche il capitano Michelangelo Lobuono del Nucleo Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale di Roma: “Questa mostra è il frutto di un lavoro di squadra – ha detto il capitano -. Una missione che è stata possibile portare a termine grazie alla straordinaria collaborazione della Soprintendenza”.

Il presidente di Fondazione Vulci Carmelo Messina ha parlato del futuro del sito archeologico, di strategie di marketing che Fondazione sta attuando insieme agli operatori turistici della Tuscia per rilanciare un turismo di qualità in questa parte dell’Etruria meridionale. Messina si è poi rivolto al presidente del consiglio regionale del Lazio spiegando l’importanza dei contributi e del progetto di Fondazione, ovvero quello di riportare in fruizione a Vulci i dipinti della Tomba François e farne così una identità culturale come è avvenuto a Salisburgo con la figura di Mozart.

“Forse mai come adesso – scrive il sindaco Sergio Caci nell’editoriale del catalogo della mostra – c’è bisogno di riscoprire le radici comuni, in un mondo nel quale tutto è panta rei e scivola via nel succedersi incalzante degli eventi consumati in un momento, e di recuperare la nostra storia”.

Tra i reperti esposti a San Sisto, scopriamo una straordinaria coppa di produzione alessandrina, proveniente dall’Egitto tolemaico, associata a strumenti in ferro e a vasellame che rimandano alla preparazione di medicamenti e infusi. Vasi, collane in ambra, scarabei provenienti dall’Egitto e oggetti appartenenti ai defunti. Testimonianze che legano gli egizi con gli etruschi qui nell’Etruria meridionale.

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