Caporalato: braccianti agricoli sottopagati e minacciati, due arresti dei carabinieri

Agli arresti domiciliari un romeno di Montalto e un italiano di Cellere. Trenta, in totale, le vittime del sistema illecito scoperto dai carabinieri

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MONTALTO DI CASTRO – Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai danni di numerosi braccianti agricoli. E’ questa l’accusa, a vario titolo, nei confronti di tre persone: un romeno di 42 anni di Montalto e due italiani di Cellere (fratello e sorella) di 40 e 33 anni. Per i due uomini è stato emesso un provvedimento restrittivo agli arresti domiciliari, emesso dal giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Coniglio, del tribunale di Civitavecchia.

Mentre la donna, coinvolta nella gestione degli operai, i carabinieri di Montalto hanno notificato la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare l’attività di impresa per un anno.

L’operazione è avvenuta all’alba di ieri mattina, a seguito di un’articolata indagine svolta durante tutta la stagione agricola del 2019. Secondo l’accusa, la strategia degli indagati era pressoché collaudata: il titolare romeno dell’azienda, reclutava persone indigenti alla ricerca di mezzi di sostentamento, mentre il titolare e l’amministratrice della seconda ditta, sfruttandone lo stato di bisogno, le impiegava anche per 12 ore al giorno, in precarie condizioni igieniche e di sicurezza, corrispondendo una paga nettamente inferiore a quella stabilita dai contratti collettivi nazionali del lavoro.

Trenta, in totale, le vittime del sistema: 26 di origine rumena (di cui 16 impiegati in nero) ed altri 4 marocchini, irregolari sul territorio nazionale.

Durante le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Allegra Migliorini, i carabinieri hanno accertato episodi di intimidazioni e minacce ai danni dei lavoratori, al fine di costringerli a tollerare le gravissime condizioni del loro impiego e soprattutto a non denunciare.

L’operazione dei carabinieri conferma i risultati dell’articolata strategia di contrasto al caporalato dispiegata in modo sistematico e continuo su tutto il territorio nazionale dal comando carabinieri per la tutela del lavoro in piena sinergia con l’Arma territoriale.