Caporalato: revocate le misure cautelari ai due imprenditori italiani

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MONTALTO DI CASTRO – Sono state revocate le misure cautelari a due dei tre imprenditori agricoli accusati di sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita. Lo ha disposto nell’interrogatorio di garanzia il gip di Civitavecchia Giuseppe Coniglio, a seguito dell’istanza della difesa: gli avvocati Fausto Barili e Severino Fallucchi nei confronti dei due italiani (fratello e sorella), quest’ultima sottoposta alla misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività di impresa nell’inchiesta dei carabinieri contro il caporalato.

Come si ricorderà, l’operazione dei carabinieri è avvenuta all’alba del 25 aprile, a seguito di un’articolata indagine svolta durante tutta la stagione agricola del 2019. Secondo l’accusa, il terzo indagato, un romeno di Montalto, reclutava persone indigenti alla ricerca di mezzi di sostentamento, che venivano da entrambi utilizzate e impiegate a condizioni di sfruttamento approfittando del loro stato di bisogno, corrispondendo una paga nettamente inferiore a quella stabilita dai contratti collettivi nazionali del lavoro. Trenta, in totale, le vittime del sistema: 26 di origine rumena (di cui 16 impiegati in nero) ed altri 4 marocchini, irregolari sul territorio nazionale.

Secondo la difesa, i due italiani della ditta non avevano nessun rapporto con i lavoratori in forza all’azienda del terzo indagato, il romeno di Montalto, ancora agli arresti domiciliari. La revoca delle misure cautelari è stata attuata dal fatto che dal 2 settembre 2019 si era creata una disputa tra le due attività agricole e gli imprenditori italiani avevano provveduto autonomamente a regolari assunzioni di braccianti agricoli.

La difesa dell’imprenditore romeno è interamente incentrata viceversa sulla corretta interpretazione dei contratti di lavoro stipulati per fornitura servizi in agricoltura conto terzi.
Già in questa fase preliminare, tuttavia, l’indagato ha potuto dimostrare che non esisteva nessuna condizione di sfruttamento in quanto i lavoratori alloggiavano in distinte case della Marina di Montalto locate da agenzie immobiliari, ed ha anche fornito prova di numerosi contratti di assunzione di lavoratori andati a buon fine, nonché di contratti regolarmente eseguiti e retribuiti con proprietari terrieri locali.
L’avvocato Marco Fedele ha dichiarato che “a brevissimo produrrà ulteriori documenti che serviranno a chiarire meglio la posizione dell’assistito, ancora al vaglio del pm”.