16.9 C
Lazio

HOME

Covid: scontri a Napoli contro le restrizioni

NAPOLI - Guerriglia urbana davanti al palazzo della Regione, dove i manifestanti hanno pesantemente protestato lanciando bombe carta e fumogeni contro le...

In fiamme un appartamento, muore 28enne

VEJANO - Tragedia questa mattina nella cittadina della Tuscia. Un incendio è divampato in un appartamento al terzo piano di Via Umberto...

Addetta alle pulizie ruba Gratta e Vinci, arrestata dai carabinieri

CAPALBIO - I carabinieri di Capalbio sabato sera hanno arrestato una donna di nazionalità romena, residente nel comune, colta in flagranza di...

“Casa del Parto” a Tarquinia, Laura Allegrini: «Un progetto inopportuno»

Laura Allegrini
Laura Allegrini

TARQUINIA – Riceviamo e pubblichiamo – «I recenti fatti di Catania devono farci riflettere sull’opportunità di un progetto come la Casa del Parto a Tarquinia». Lo afferma l’onorevole Laura Allegrini sul trasferimento del reparto di ostetricia e ginecologia a Civitavecchia.

«Il numero dei parti degli ospedali di Tarquinia e Civitavecchia – continua Allegrini – risulta ormai, da tempo, inferiore a 500 all’anno, soglia al di sotto della quale si considera inaccettabile il rischio ostetrico.

E la Asl cosa decide di fare? Sopprime la Uoc di ostetricia accorpandola a Civitavecchia; fatto già questo discutibile perché sarebbe stato giusto il contrario, visti i numeri di Tarquinia rispetto a quelli di Civitavecchia. Ma, in cambio, offre al territorio il progetto della “Casa  del Parto”, per un ritorno ad una natalità antica, quasi casalinga, per un investimento significativo che potrebbe essere diversamente ottimizzato.

Sono state valutate a fondo le seguenti problematiche:

1) Il decreto sulla realizzazione della Casa del Parto di Tarquinia prevede la presenza della sola ostetrica, di un ginecologo reperibile e che il presidio ospedaliero più vicino disti 29 km. Sono requisiti che garantiscono la sicurezza in caso di emergenza, o non si potrebbero verificare casi non dissimili da quelli recentemente avvenuti in Sicilia?

2) E’ stato considerato che il precedente decreto per l’attivazione della Casa del parto di Alatri richiedeva una distanza dal presidio ospedaliero di soli 14 km? Che differenza fa?

3) Perché, nell’eventualità, non realizzarla a Belcolle dove si potrebbe offrire tutta la “gamma” del parto (abbiamo l’esempio del Careggi di Firenze) e, in caso di sciagurata necessità, far fronte con personale e struttura alle emergenze?

4) Perché distogliere risorse dalla Uoc di Belcolle, che soffre da tempo di incompletezza, tra tante necessità quella di una sala operatoria nel blocco parto (obbligatorio per i II livelli ostetrici) e di un anestesista dedicato per il parto indolore che è previsto dai Lea. Di quest’ultimo tante volte ho parlato con il direttore Macchitella che mi aveva assicurato, già un anno fa, la realizzazione.

Spero che tutto ciò non serva, come sempre, per attribuire nuove figure apicali e, comunque, invito tutti a riflettere su quanto la sicurezza dei reparti sia importante.

Ecco perché penso che prima di investire tanto denaro in una operazione discutibile si debba  mettere a norma il Presidio centrale ed evitare, dall’una e dall’altra parte, ogni possibile rischio».

Laura Allegrini

- Advertisement -

Altre notizie

In macchina con un piede di porco, denunciato

SCANSANO - I carabinieri della stazione di Scansano nei giorni scorsi hanno denunciato in stato di libertà un 29enne originario del Marocco,...

Mercatino dell’antico, domenica in Piazza dei Caduti e in via Ascenzi

VITERBO - Domenica 18 ottobre, terza domenica del mese, torna l’appuntamento in centro con il Mercatino dell’antico. A ricordarlo è l’assessore allo...

Tromba d’aria sul litorale

Il maltempo flagella il litorale laziale. Questa notte i Vigili del fuoco della caserma Bonifazi sono stati impegnati, a causa delle forti...

Fugge dopo un sinistro, rintracciata e denunciata dai carabinieri

CASTEL DEL PIANO - I carabinieri di Castel del Piano hanno denunciato alla Procura di Grosseto una donna originaria degli Stati Uniti...

I Templari Castell’Araldo e il fiume Marta, il 16 ottobre un convegno a tema

MARTA - Nella sala consigliare del Comune di Marta, generosamente offerta dall’amministrazione comunale, venerdì 16 ottobre dalle ore 15.30 si terrà il...

Screening all’istituto Alberghiero di Viterbo

VITERBO - È iniziato ieri mattina lo screening, promosso da Regione Lazio e gestito dall'equipe medica della ASL di Viterbo, presso il...
  1. La Regione Lazio offre alla cittadinanza, l’ennesima chiusura di una struttura?
    Già presso la ASL Roma 5, asl con molti presidi ospedalieri, diffusi sul territorio, potremmo assistere alla chiusura dell’ostetricia di Palestrina.
    Si diceva che era cosa buona e giusta non centrare tutto su Roma. Infatti a Roma è concetrato sul privato convenzionato.
    Il pubblico, l’ospedale pubblico, dovrebbe adempiere alle necessità dei cittadini, anche se decentrati e/o in un territorio disagiato.
    …ma ciò non succede! La Regione Lazio intende tornare all’ostetrica condotta, come “in pane amore e fantasia”.
    Sarà presente anche un maresciallo dei carabinieri, come Vittorio De Sica, con il moschito?

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.