Che figlio sei?

BATTESIMO DEL SIGNORE

Dal Vangelo secondo Luca
(Lc 3,15-16.21-22)

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei  sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

   Parola del Signore

CHE FIGLIO SEI?

È comune a tutti nell’infanzia e nell’adolescenza l’esperienza di non capire e non accettare le regole dei nostri genitori o della società, quei limiti alla nostra volontà di fare le cose come ci piacerebbe. Figuriamoci poi dare retta alla volontà di Dio..!
Il sentirsi sempre e comunque nella ragione, la disobbedienza, la bugia e il nascondere le cose, sono un passaggio inevitabile della nostra crescita. Eppure ci rendiamo conto che tutte queste cose possono durare a lungo, anche tutta la vita, se non riusciamo a maturare abbastanza come persone.

La superbia e l’orgoglio sono un flagello quando si diventa grandi: a causa loro si può fare tanto del male, a noi stessi e gli altri: si rovinano amicizie, relazioni, attività, matrimoni e famiglie.
Altrettanto comune è il fatto che tutto questo si capisce spesso troppo tardi, e non sempre si riesce a riparare e recuperare. È proprio necessario che debba andare così per capire? Perché capiamo il valore delle cose solo dopo averle perdute?
Giovanni Battista e Gesù ci indicano una strada diversa e più saggia: la via dell’umiltà.

Con umiltà e amore il Battista realizza la sua difficile missione, si riconosce piccolo rispetto a Gesù, nonostante la grande considerazione che molti avevano di lui, e invita a guardare a Colui che si sta per mostrare a tutti come il Figlio di Dio.

Così avviene nel momento in cui, con grandissima umiltà e in fiduciosa obbedienza alla volontà del Padre, Gesù si inchina di fronte ad un semplice uomo per ricevere il battesimo di purificazione. Colui che è venuto a togliere il peccato del mondo si sottomette ad un rito di penitenza. Le acque che lo bagnano non hanno nulla da purificare, Gesù è Dio e non ha peccati da farsi perdonare: in realtà sono le acque stesse a ricevere da Gesù una grazia che le renderà strumento non solo di purificazione ma anche di benedizione e di salvezza. Dio Padre e lo Spirito Santo si manifestano e confermano la vera identità di Gesù e invitano così ad ascoltarlo e seguirlo.

Da questo momento Gesù inizierà la sua missione di annunciare il Vangelo in parole e opere, missione che lo porterà a donare la vita per la nostra salvezza. Egli farà sempre e in tutto la volontà del Padre, anche quando questa gli porterà dolore, sofferenza, incomprensione, persecuzione e, infine, la morte in croce per amore nostro.

Obbedienza fiduciosa alla volontà di Dio e umiltà sono due colonne fondamentali per sostenere una vera vita cristiana: come Gesù, viviamole ogni giorno anche noi, così da divenire noi pure “figli amati nel Figlio”, fonte di gioia e di compiacimento per Dio e per gli altri.

Buona domenica

Don Rossano

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