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Civitavecchia in provincia di Viterbo? Meroi disponibile al matrimonio

VITERBO – Il presidente della Provincia di Viterbo, Marcello Meroi, accoglie positivamente la decisione presa durante il consiglio comunale di Civitavecchia (del 12 settembre scorso) che ha dato l’ok alla proposta di delibera per uscire da Roma città metropolitana inglobando la cittadina portuale nella provincia di Viterbo.

«Siamo disponibili a ospitare il tavolo e dare tutto il supporto e il coordinamento necessario – afferma Meroi – per vagliare le mosse che potrebbero portare all’unificazione dei territori della provincia di Viterbo e Civitavecchia. Ritengo molto importante l’incontro con i sindaci Michelini e Cozzolino seppur ancor informale in vista di un matrimonio, sicuramente possibile e fondamentale per il rilancio dei due territori. Quindi la Provincia di Viterbo si rende disponibile per allestire una prossima riunione, un tavolo dal quale si possa ufficialmente partire verso una importante unione. Allo stesso tempo, la nostra amministrazione rimane a disposizione degli interlocutori, sia per un coordinamento che per fornire tutto l’apporto possibile, perché si tratta di una occasione che non possiamo affatto farci sfuggire». Il presidente Meroi torna poi sulla penalizzazione che subiscono le altre province del Lazio al cospetto di Roma: «E’ fuori discussione che le altre realtà provinciali della regione – aggiunge il presidente – subiscono la vicinanza della Capitale che per numeri e importanza le sovrasta in tutti gli ambiti. Ciò vale anche per Civitavecchia che, con la nascita della città metropolitana, diventerebbe una semplice realtà satellite di Roma. Si tratta di una occasione di riscatto sulla quale occorre lavorare».

Ma l’esodo da Roma città metropolitana non si fermerebbe solo a Civitavecchia. Ci sono altre città pronte a lasciare la capitale e unirsi a Viterbo. Tra loro le altrettanto vicine Bracciano, Trevignano Romano e Manziana: «Anche i consigli comunali di queste altre realtà – continua Meroi – hanno manifestato la volontà di avviare le pratiche che possano portare alla realizzazione di un referendum per dare vita a questa sorta di recessione. Anche per loro vale la stessa proposta: la Provincia di Viterbo si rende disponibile, nel limite delle sue competenze, a dare loro un supporto concreto».

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