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Obbedire all’amore

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARI Dal Vangelo secondo Matteo (22, 34-40) In quel tempo, i farisei,...

Come in cielo, così in terra

XXV DOMENICA DEL TEMPO TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo secondo Matteo (20, 1-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.

Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Parola del Signore.

COME IN CIELO, COSÌ IN TERRA

Dal punto di vista di Dio, si può essere impiegati nelle mondo ma disoccupati nelle cose del Cielo: molte persone lavorano e si danno da fare per tante cose ma lo spirito con cui lo fanno è soprattutto caratterizzato dal dovere e dal provvedere alle necessità e ai desideri terreni.

È ovvio che bisogna lavorare per vivere ma non basta per rendere la vita una testimonianza di fede: c’è bisogno di lavorare “come Dio comanda”, operare cioè nel mondo secondo le regole del Cielo.
C’è chi da subito capisce questa chiamata e fin dal mattino della vita lavora nel modo giusto e c’è chi arriva a capire più tardi, e comincia il lavoro ad un’ora diversa. Tutti però avranno diritto alla stessa straordinaria ricompensa, la beatitudine dei santi.
Dio ci chiama ad un lavoro speciale, edificare il Regno dei cieli già qui sulla terra, superando le logiche solo terrene del successo personale, del profitto e della ricchezza materiale, che non possono dare la vera gioia.

È necessario puntare molto più in alto, fare in modo che il tempo, l’agire e i suoi frutti possano realizzare il benessere di tutti, non solo il nostro, ed essere capaci di aiutare col nostro lavoro anche chi non può permetterselo, aprendo più spazio alla carità e alla gratuità.
Purtroppo molte istituzioni e i sistemi economici e finanziari che regnano oggi nel mondo seguono altre regole, che spesso finiscono per renderci schiavi delle logiche del potere e della ricchezza, umiliando o addirittura disprezzando la dignità del lavoro e delle persone.

Lavorare con passione e onestà, avendo sempre vivo il desiderio di fare bene tutte le cose, non solo per un riconoscimento o un avanzamento di carriera, ma soprattutto per esprimere la parte migliore di noi.
Riservare una parte del nostro tempo per soccorrere e aiutare chi è rimasto indietro o è stato messo ai margini, lavorando gratis per esprimere la ricchezza infinita della gratuità e del prendersi cura con amore libero di chi è nel disagio e nella povertà.
Impegnarci insieme a modificare il modo di fare politica e il modo di agire delle istituzioni, a partire dal piccolo dei nostri paesi, promuovendo una visione più umana e rispettosa del potere, che è e deve essere un “servizio” e non un vizio!
In questo modo si può iniziare a cambiare il mondo e rendere la Terra più simile al Cielo.

Buona domenica
Don Rossano

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