Consegnati i premi alla 9° edizione della borsa di studio Luciano Bonaparte Canino 2008

CANINO – Mercoledì 7 giugno, presso la sala conferenze dell’Oleificio sociale cooperativo di Canino, si è tenuta la 9a edizione della borsa di studio “Luciano Bonaparte Principe di Canino” che la nostra associazione aveva bandito poco tempo dopo l’inizio del nuovo anno scolastico.

I riconoscimenti erano riservati ai bambini della scuola elementare e ai ragazzi della scuola media, tre borse di studio per ogni indirizzo di scuola: 200 euro al primo classificato, 150 euro al secondo e 50 euro al terzo.

L’onere economico della manifestazione è stato assunto per intero dall’Oleificio sociale cooperativo di Canino che, nelle persone del presiedente Sig. Quinto Bartoccini e del direttore dott. Claudio Mazzuoli, ringraziamo sentitamente per la loro ospitalità e generosità.

La sala era gremita da quasi 200 alunni, dagli insegnanti e da molti genitori; erano anche presenti la dirigente dell’istituto comprensivo “Paolo III” di Canino prof.ssa Rosaria Troise, la sindaca del Comune di Canino dott.ssa Lina Novelli, l’assessore alla coltura del Comune di Cellere prof. Mario Olimpieri, tutti ci hanno impreziosito con la loro presenza e le loro parole di saluto e incoraggiamento.

Gli argomenti proposti e che sono stati poi trattati erano i seguenti:

  • I nonni raccontano: storie, leggende, tradizioni. La vita come era. Ricordi di un passato che sta per essere dimenticato.
  • I lavori del passato: l’economia del tuo paese dal secondo dopoguerra ad oggi. Le condizioni del lavoro, gli orari, il salario, gli attrezzi da lavoro.

Era data una libertà assoluta riguardante il metodo che poteva essere usato per lo svolgimento degli elaborati, che potevano essere trattati da  gruppi, individualmente, con l’ausilio di fotografie, disegni ecc.

L’inizio è stato un po’ tribolato, poi anche grazie alla disponibilità degli insegnanti a scuola e di alcune mamme, benedette mamme, a casa l’iniziativa è finalmente decollata.

I lavori per le classi della scuola elementare hanno visto la partecipazione di tutto il collettivo dei bambini che ha alternato scritti, a disegni e fotografie.

I ragazzi della scuola media hanno preferito lavori individuali o di piccoli gruppi alternando anche loro scritti a disegni e fotografie.

La commissione che ha preso in esame tutti gli elaborati è rimasta positivamente impressionata se non dal numero, dalla qualità del prodotto, da come è stato presentato, dalla originalità dei contenuti, dalla precisione delle informazioni

Abbiamo dunque fatto un salto indietro nel tempo, in un mondo la cui memoria sta per essere dimenticata man mano che i più grandi, secondo una legge naturale, lasciano il posto a quelli più giovani.

I bambini e i ragazzi più grandi, informati nella stragrande maggioranza dei casi dai nonni o dagli anziani in genere, ci hanno ricordato le difficoltà, le aspirazioni i desideri di generazioni che ricordano con piacere di quando si poteva lasciare la chiave di casa nella toppa, ma che dimenticano che lo si poteva fare perché nessuno sarebbe  entrato a rubare dove non c’era niente da rubare. Era normale prostrarsi al passaggio del Principe, così come raccogliere ginocchioni le olive per terra tra la “guazza” o la brina per le donne  Povere donne!  Si prendevano sottobraccio e cantavano la sera al ritorno da  una giornata di duro lavoro, ma non lo facevano perché erano felici, ma per sentirsi meno sole e più forti.

I nonni raccontano, raccontano delle gerarchie che esistevano nel loro mondo: più il lavoro era umile, più la gerarchia si faceva sentire. C’era il fattore, il fattoretto, il campiere,il guardiano, il vergaro, i pastori, il massaro e giù in fondo a tutti i braccianti  e il  biscino.

A questo proposito abbiamo imparato a conoscere una figura ,almeno crede chi scrive, unica e caratteristica di Canino: il chiamarino. Questo personaggio per pochi spiccioli si alzava prima degli altri, Dio sa a che ora, e andava per le case ad avvertire i braccianti che era ora di alzarsi e andare in campagna.

Spero che l’Associazione “Canino 2008” prenda l’iniziativa di sensibilizzare  gli addetti ai lavori e l’opinione pubblica affinché si eriga un piccolo monumento a questa figura.

Raimondo Corda  racconta di quando faceva il fascinaro, del lavoro presso le fornaci, era un lavoro duro e mal retribuito che potrebbe far pensare ai ”carusi “ delle novelle pirandelliane, di quei ragazzi siciliani che lavoravano in condizioni disumane nelle solfatare della Sicilia tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

I nonni raccontano… Raccontano di come si divertivano, raccontano dei veglioni, dei vestiti delle ragazze e dei ragazzi, dei veglioni dei ricchi e di quelli più “a la carte”, la paura delle ragazze di una serata “a scegliere la ginestra” e poi e soprattutto raccontano  i nonni del teatro, dei palchi, dei velluti: dall’alto si poteva dominare ciò che avveniva in basso, spiare quale cavaliere invitava più spesso la propria figlia a ballare, in fondo, in fondo il veglione serviva anche a trovare un buon partito per un futuro gradito matrimonio.

Questi in sintesi gli argomenti che sono stati trattati nei lavori dei bambini e dei ragazzi ovviamente con la spontaneità e con l’approccio gioioso  e giocoso tipico e caratteristico della loro età.

Che possiamo aggiungere noi “grandi”? Che ne valeva la pena. Che in genere valga la pena di fermarci. Che valga la pena di “perder tempo” a raccontare del tempo che fu perché “il seme del futuro è sempre nel passato”.

Questo l’elenco dei vincitori:

-1° premio da 200 euro per la scuola media a 5 ragazzi delle classi 1^ ABC:

ALESSIA KELAY,GIACOMO MINNETTI,ELENA PAPINI,MATTEO PARIS,GIORGIO PINZI

con il lavoro “Il diario di Maria” in cui si descrivono le condizioni, le aspirazioni ,i sogni di una ragazza di 17 anni in una realtà che poteva essere quella di Canino tra gli anni 50 e 60;

-2° premio da 150 euro per la scuola media a BREGA SERENA della classe 1^A con il lavoro “1960”: la vita a Canino negli anni 60 attraverso il succedersi delle stagioni;

3° per la scuola media a MONTICO AMARANTA e MONTICO EMANUELE delle classi 1^A e 1C con il lavoro “Le memorie di Adriana”, la vita della nonna che vive l’orrore della guerra e il lavoro alle Poste.

Per quanto riguarda le elementari, decisione salomonica della commissione che ha stabilito di assegnare un premio ex aequo a tre lavori eseguiti dalle classi 2^ABC e dalla 5^A e precisamente:

100 euro alla classe 2^A  con “I lavori del passato” in cui si passano in rassegna i lavori che si svolgevano nel passato, con particolare riguardo per le fornaci e la figura del biscino;

100 euro alla classe 5^A con l’elaborato “Il seme del passato” come si lavorava, gli attrezzi che si usavano, l’azienda agricola di una volta;

100 euro alle classi 2^B e 100 euro alla 2^C  per il lavoro “I mestieri del passato”, la descrizione dei mestieri che non ci sono più e tanti, tanti disegni dei bambini.

La festa si è conclusa con l’allegria rumorosa dei bambini i quali hanno tutti ricevuto un attestato di partecipazione da parte dell’associazione Canino 2008, con l’augurio di ritrovarci il prossimo anno a dibattere una nuova interessante tematica concernente il nostro territorio.

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