“Credere e avere Fede”

0

PASQUA DI RISURREZIONE

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore.

CREDERE E AVERE FEDE

L’evento della Risurrezione è al centro della nostra fede e rappresenta anche il punto critico che ogni persona sperimenta nella propria esperienza di credente.
Come le sacre Scritture riportano in tanti passi, anche agli apostoli e ai discepoli più vicini a Gesù, questa difficoltà del credere non è stata risparmiata: tutti dobbiamo confrontarci con questa sconvolgente realtà e solo se ne prendiamo pienamente coscienza possiamo sperimentare la gioia e la forza della vita nuova in Cristo.

Di fronte ad un mistero tanto grande, la sola ragione non basta: quanti segni e prodigi aveva compiuto Gesù a conferma del suo annuncio evangelico; quante volte, in parole e in opere, egli aveva dimostrato la sua reale identità e la verità della rivelazione. Eppure non è bastato:”…non avete ancora fede”? (Mc 4, 40).
“Per coloro che credono nessuna prova è necessaria, per coloro che non credono nessuna prova è sufficiente” (Stuart Chase).

“Credere” e “aver fede” non sono la stessa cosa ma richiedono comunque un dimensione di esperienza per potersi manifestare, e Dio questo lo sa, non ci fa mancare segni e indicazioni, ma è necessario aprire il cuore al dono della fede.
L’esperienza del sepolcro vuoto e la visione dei teli al suo interno sono una conferma solo per chi ha avuto conoscenza ed esperienza di Gesù, per chi lo ha seguito, ascoltato e contemplato in ciò che ha detto e fatto.

Anche per noi oggi è lo stesso: l’ascolto della Parola di Dio, la meditazione sulla vita di Gesù, la comunione eucaristica e il vivere ogni giorno quell’amore umile e generoso che Egli ci ha mostrato e insegnato, rappresentano l’unica via che nutre e rafforza il credere, che conduce a scoprire e abbracciare una vera fede e ci fa risorgere a vita nuova.

Buona Pasqua 
Don Rossano