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mercoledì 21 Aprile 2021

Il gruppetto era riuscito a pescare 12mila preziosi echinodermi ma è stato fermato dai finanzieri del reparto operativo aeronavale di Civitavecchia, che hanno elevato sanzioni per un totale di 24mila euro

Dalla Puglia per pescare ricci di mare, quattro persone sorprese dalla Guardia di finanza

Il divieto di spostarsi tra regioni per limitare il diffondersi del contagio da Sar-Covid2, quello di circolazione in arco notturno dalle 22 alle 5, e il divieto di effettuare la pesca notturna. Nulla di tutto ciò ha fermato un gruppo di quattro giovani pugliesi, tra i 26 e i 35 anni che dalla provincia di Barletta-Andria-Trani si sono spostati sul litorale civitavecchiese per raccogliere i preziosi echinodermi.

Ben 12mila esemplari sono stati staccati l’altra notte dagli scogli della “Frasca”, poco a nord di Civitavecchia e caricati su un furgone che li avrebbe portati in Puglia per essere immessi, privi di qualsivoglia certificazione, nella filiera del mercato ittico locale, se non fossero intervenuti i finanzieri della stazione navale di Civitavecchia, impegnati nei controlli di polizia a mare e sul litorale, sotto il coordinamento del reparto operativo aeronavale della cittadina portuale.

Non è servita a nulla l’organizzazione messa in campo dai quattro: infatti mentre due soggetti erano intenti a pescare di frodo i ricci, gli altri due recuperavano le ceste cariche dal mare e fungevano da sentinella segnalando l’arrivo delle forze dell’ordine.

L’intervento dei militari ha consentito di salvare le migliaia di “Echinoidea Leske” da morte certa. Una unità navale del Corpo cooperante con le pattuglie intervenute, ha immediatamente reimmesso in mare gli esemplari sequestrati per evitare gravi danni all’ecosistema locale. Infatti i ricci di mare, appartenenti alla famiglia degli echinodermi, fungono da “biorimediatori naturali”, poiché l’azione di “filtraggio” dell’acqua di mare, aiuta a tenere in equilibrio in modo importante l’ecosistema marittimo, fornendo un servizio eco-friendly a tutti i fruitori del mare.

Ai quattro sono state comminate sanzioni per circa 24mila euro, per aver svolto la pesca di frodo e in tempo vietato, oltre al sequestro dell’attrezzatura da pesca. Inoltre sono stati elevati ulteriori verbali per aver violato il divieto di spostamento tra regioni per limitare il diffondersi del contagio da SAR-COVID2 e di circolazione in arco notturno, dalle 22 alle 5, per ulteriori 3mila euro.

L’attività di polizia del mare rientra tra i servizi posti in essere dalla Guardia di finanza per prevenire e reprimere i reati che deturpano l’ambiente, unitamente al contrasto alle attività illecite a danno della salute pubblica.

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