Deposito rifiuti radioattivi, interviene il prof. Di Giorgio

Ringrazio il Presidente della Provincia per l’invito e la Regione Lazio per l’iniziativa. Come vice Presidente del Comitato Montalto Futura prendo atto della posizione di contrasto della Regione Lazio alle indicazioni della CNAPI riguardo alla Provincia di Viterbo.
Questo fatto allinea la posizione della Regione Lazio a quella delle altre 6 Regioni coinvolte nelle indicazioni di Sogin quali potenziali sedi del deposito nazionale.

Le osservazioni proposte dalla Regione alla seconda tornata delle osservazioni ricalcano alcune tematiche trattate in particolare dai Comitati e dai Biodistretti della Provincia di Viterbo, ma tralascia altri argomenti più specificamente collegati al Programma Nazionale, alla metodologia della CNAPI e all’ordine di idoneità delle aree. Questi erano gli argomenti principali sui quali Sogin intendeva si dovesse concentrare la discussione. Infatti, almeno in linea teorica,  le osservazioni su questi temi qualora considerate idonee avrebbero  potuto modificare le indicazioni della CNAPI e consentire l’esclusione delle aree revisionabili.

Ma non è questa la sede per dibattere tecnicamente le osservazioni né per effettuare confronti di opinioni di carattere tecnico, l’importante era che prima della pubblicazione della CNAI anche la Regione Lazio dimostrasse chiaramente la propria posizione come le altre Regioni citate.
La posizione della Regione Lazio contribuisce pertanto al consolidamento del risultato complessivo del Seminario: tutti gli stakeholder pubblici e privati che hanno partecipato alla Consultazione Pubblica e al Seminario Nazionale sono contrari all’operato di Sogin e in particolare  alle indicazioni della CNAPI.

In sostanza tutti al termine della I tornata di osservazioni e stando all’analisi delle documentazioni inviate a Sogin  siamo d’accordo su alcuni punti chiave: esiste una insanabile incongruità fra normative vigenti in materia di nucleare e il progetto Sogin, inclusa la CNAPI; esiste, come tutti hanno potuto constatare, una errata applicazione dei criteri di esclusione; è stata utilizzata una imbarazzante metodologia di valutazione dell’ordine di idoneità che rischia di danneggiare ulteriormente la posizione dei siti potenzialmente idonei; non sono stati presi in alcuna considerazione i danni di natura economica derivanti dalla presenza e gestione del deposito nazionale; non è stata effettuata alcuna valutazione dei potenziali rischi per la salute umana, fattore di fondamentale rilevanza dato lo stretto rapporto fra radioattività e cancro e tenendo presente che la Provincia di Viterbo ha una incidenza di neoplasie significativamente superiore alla media nazionale.

Infine va presa in considerazione la  pessima conduzione del seminario nazionale da parte di Sogin, nella sua duplice veste di accusato e giudice al tempo stesso. Questo fatto ha evidenziato la totale mancanza di parità fra partecipanti, la mancanza assoluta di terzietà,  e non ha prodotto nessuna risposta puntuale o tecnica alle osservazioni prodotte dagli stakeholder. In sostanza al termine del confronto, in realtà mancato, tutti sono rimasti della propria opinione.
Ma altri fatti sono accaduti che assumono un significato politico oltre che tecnico e dei quali si dovrà tenere conto nell’ambito delle procedure in atto che porteranno entro poche settimane alla pubblicazione della CNAI.

Dal punto di vista politico non possono essere sottaciuti alcuni eventi che riguardano Sogin e ISIN: l’attacco Hacker ai data base di Sogin, riportato come potenzialmente dannoso per la sicurezza nazionale; le procedure di verifica messe in atto dalla GF nei confronti di Sogin; l’estromissione di un rilevante numero dirigenti da parte dei vertici di Sogin con il rischio di commissariamento; la relazione della commissione ecomafie del 21 dicembre scorso che ha posto dubbi circa l’operato complessivo di Sogin, sullo svolgimento del Seminario e soprattutto sul ruolo dell’ISIN. La commissione ha messo in dubbio l’operato di ISIN nella vicenda del deposito nazionale richiamando più volte la procedura di infrazione da parte della UE che non ritiene il ruolo dell’Ente adeguato ai principi di indipendenza necessari ed indispensabili nel controllo in materia di nucleare.

La UE non poteva non prendere in considerazione con sospetto la pubblicazione postuma delle guide tecniche 30 e 32. Le due guide sono state pubblicate una a ridosso della pubblicazione della CNAPI e l’altra dopo circa un anno, a novembre 2021, a sanatoria delle manchevolezze dei progetti Sogin circa la realizzazione del deposito nazionale.

Si è trattato in sostanza di toppe assicurate a Sogin per giustificare la possibilità di stoccare scorie ad alta attività nel deposito nazionale, le cui caratteristiche sono idonee a smaltire soltanto rifiuti a  bassa attività.

A fronte di tutto questo i comitati e le associazioni hanno rielaborato ulteriori osservazioni per la seconda tornata. Ma consci del rischio che tutto vada comunque avanti senza intoppi per quanto riguarda Sogin, producendo danni irreparabili, hanno inoltrato appelli al Presidente Zingaretti e al Presidente Draghi affinché l’errato operato di Sogin sia rimesso in discussione, affinché siano creati tavoli tecnici di confronto e sia istituita una commissione indipendente di verifica.

Questo incontro fornisce l’occasione per rinnovare queste proposte. Il comitato Montalto Futura auspica quindi che ci sia un seguito con atti concreti e che i problemi evidenziati  inizino ad essere affrontati in uno spirito collaborativo con tutti i portatori di interesse, procrastinando la progressione di un iter sbagliato ed in particolare della CNAI. In questo  modo si potrà dare corso ad una effettiva e proficua valutazione delle critiche mosse a Sogin e fornire future indicazioni corrette e indiscutibili.

In caso contrario, se tutto andasse avanti così come si sta prospettando, non potremo accettare come frutto di un reale confronto democratico e trasparente il risultato della CNAI, che ci sarà propinato entro poche settimane. Una short list di aree, che costituirà appunto la CNAI, non sarà stata il frutto del seminario nazionale, ma la spudorata evidenziazione di un programma da tempo predisposto e reso noto attraverso una sequela di eventi inutili e privi di alcun significato tecnico, come la consultazione pubblica e il seminario nazionale.

Confidiamo che la Regione Lazio, consapevole di queste evidenze, sappia farsi valere a livello governativo e sappia sostenere le giuste istanze dei territori della provincia di Viterbo.

Comitato per la salvaguardia del territorio Montalto futura

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