Dipinti François: il loro ritorno opportunità per il territorio

Un dipinto della Tomba François

Ad aprile ricorrono 160 anni dalla scoperta della Tomba François. L’appello della Fondazione Vulci di unirsi alla “battaglia” per la fruizione del ciclo pittorico etrusco

MONTALTO DI CASTRO – E’ l’occasione di voltare pagina e offrire al territorio una delle testimonianze archeologiche più importanti dell’Etruria meridionale: i dipinti François. Ma da una parte esistono dispute tra eredi (Torlonia-Cesarini Sforza), dall’altra si scopre ancora una sorta di campanilismo che potrebbe intaccare il delicato equilibrio del futuro turistico di questa bellissima terra. Il concetto è di fare sistema e lasciarsi alle spalle rivalità tra territori. Ne è testimonianza l’incontro avvenuto a Canino durante la visita del ministro Franceschini, il quale ha sottolineato appunto questo importante passaggio dopo l’intervento del sindaco di Canino che ha avanzato pretese in merito.

I dipinti François, se dovessero essere fruibili nel loro posto d’origine, saranno oggetto di questo confronto? Staremo a vedere ma è indiscutibile la reale ricaduta turistica dei territori di Montalto di Castro e Canino, che potrebbero trasformarsi in prestigiosi luoghi di cultura da cui ne gioverebbero sia le strutture ricettive che intere comunità.

Di questo ne è più che convinto il presidente della Fondazione Vulci, Carmelo Messina, che ha iniziato una “battaglia” per riportare gli affreschi sul territorio ed esporli al pubblico e che oggi sono custoditi nella villa dei principi Torlonia i quali ne sono proprietari.

Ad aprile ricorre il 160esimo anniversario della scoperta della Tomba François, e la Fondazione Vulci, per l’occasione, chiede un atto di solidarietà alle comunità interessate affinché il ciclo di affreschi possano essere allocati in custodia nel parco di Vulci. Il presidente Messina ha indirizzato una missiva alle istituzioni locali e ai vari gruppi di ogni appartenenza politica al fine intraprendere un unico percorso e fare, appunto, sistema.

Il presidente della Fondazione Vulci Carmelo Messina

“Da tempo tutti gli enti locali – si legge nella lettera – indicano come unica e stabile prospettiva di sviluppo economico il turismo culturale. L’Etruria nel suo insieme potrebbe trarre un vantaggio complessivo da tale disponibilità del bene. Il territorio infatti tenderebbe ad identificarsi con gli affreschi creando le stesse condizioni di sviluppo di Salisburgo che ha costruito attorno alla figura di Mozart la sua floridità. È per questo che Fondazione Vulci chiede di alzare la soglia di attenzione verso il problema della fruibilità dei beni culturali, di cui gli affreschi François sono sicuramente un esempio significativo”.

“Lo chiediamo a tutti i sindaci del territorio – continua nella lettera Messina – che potrebbero tenere a Vulci una riunione congiunta dei loro consigli comunali per chiedere ai nobili in disputa tra loro una prova di nobiltà d’animo. Le famiglie Torlonia e Cesarini Sforza (principali pretendenti) sanno bene quale grande aiuto potrebbero dare a tante famiglie e a tanti giovani privi di lavoro e ridotti spesso alla disperazione. Il rifiuto, non intaccando la proprietà o lo sfruttamento economico del bene, risulterebbe incomprensibile tanto più se si considera che i Torlonia sono anche “servitori” di Papa Francesco, esempio mirabile di solidarietà umana e di dedizione alla gente più bisognosa”.

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