Energia idroelettrica ricavata dal fiume Tevere, quattro comuni interessati al progetto

BOMARZO – Quattro centrali idroelettriche che in fase di esercizio produrranno 65 milioni di Kwh, energia sufficiente a soddisfare 80mila abitanti, risparmiando circa 5,8 milioni di euro annui per l’acquisto di petrolio, e che porterebbero benefici derivanti dalla mancata emissione nell’atmosfera di un considerevole quantitativo di anidride carbonica. Un investimento complessivo, senza alcun contributo pubblico, stimato attualmente per circa 50 milioni di euro. Questi i numeri di un mega-progetto presentato martedì 21 aprile presso il Comune di Bomarzo nel corso di un incontro pubblico al quale hanno partecipato il presidente del Consorzio Tiberina Giuseppe Maria Amendola, il progettista dell’impianto Ilario Lori e Paolo Mattesini della PRO.TE.O Srl, oltre ai sindaci dei Comuni di Orte, Bassano in Teverina, Bomarzo e Graffignano. Il progetto prevede la realizzazione di quattro traverse ad acqua fluente sul fiume Tevere nei territori dei quattro comuni viterbesi per la produzione di energia idroelettrica da fonti rinnovabili.

 La prima traversa, andrebbe ad essere collocata più a monte e denominata “Ischiarello”, individuata nel comune di Graffignano; la seconda “Santa Lucia”, nel comune di Bomarzo; la terza “Pietra Amara”, a Bassano in Teverina e l’ultima “Orte”, situata più a valle (prende il nome dal comune stesso in cui è stata individuata).

All’incontro, la società ha spiegato dei lavori di carpenteria, da appaltare a imprese locali che impiegheranno per circa due anni complessivamente circa 100 unità lavorative. I materiali occorrenti per la costruzione, ad esclusione delle parti meccaniche, saranno reperiti presso i fornitori locali. “Ad oggi il tratto di fiume Tevere interessato dal progetto, che copre una lunghezza di circa 20 km, è facilmente attraversabile a piedi in ogni stagione, senza l’utilizzo di nessun accorgimento particolare. Gli impianti ex Enel di Baschi ed Alviano in cui è situato il tratto scaricano portata a scopo idroelettrico soltanto per circa 2500 ore all’anno. Per tutto il tempo rimanente, dal lago di Alviano non fuoriesce quasi nulla. Ciò rende impossibile la navigabilità, anche per le canoe. La creazione dei 4 bacini contigui, invece, per effetto del rigurgito generato dagli sbarramenti, determina una costante presenza d’acqua in tutti i periodi e le ore dell’anno, con battente variabile da un massimo di 4 metri a un minimo di 1 metro, procedendo da valle verso monte”.

“Ne consegue la possibilità, per le canoe, di navigare il fiume per tutto l’anno e lungo l’intero percorso di 20 km, “saltando” da un bacino all’altro per mezzo di un ruscello laterale appositamente predisposto sulla sponda idraulica destra. Sulle sponde, a lato della traversa, altri due canali permetteranno la risalita-pesci e il transito delle canoe. In un’ottica di riqualificazione ambientale, la presenza di lunghi bacini navigabili previsti dal progetto PRO.TE.O restituirà, ai siti interessati, il valore che caratterizza le zone fluviali, rendendoli nuovamente attrattivi per diversi motivi: dalla possibilità di praticare canottaggio o navigazione con piccole barche a vela all’accesso a scolaresche con visite guidate mirate all’educazione ambientale, dall’installazione di impianti per la pesca sportiva e amatoriale alla possibilità di attrezzare aree pic-nic, fino alla creazione di percorsi ciclabili  per passeggiate a piedi o a cavallo lungo le sponde del Tevere”.