Gesù ti conosce

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4 febbraio 2018
III domenica di Quaresima – anno B

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2,13-25)
Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

GESÙ TI CONOSCE

“Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo”. É importante e illuminante questa espressione del Vangelo. Questa CONOSCENZA che Dio ha di ogni sua creatura, di quello che sono, che sei tu, delle vere intenzioni che guidano il nostro agire, sta alla base di quella autentica LIBERAZIONE che la verità può operare in noi quando ci guardiamo attraverso i suoi occhi. Il dono spirituale della Sapienza, in fondo, è proprio questo, riuscire a vedere le cose e le persone con gli occhi di Dio, sapendone apprezzare la vera natura e il valore che hanno e di cui non ci accorgiamo, cogliere le luci ma anche le ombre, non per giudicare ma per DISCERNERE, cioè distinguere la verità autentica in ogni cosa. Solo così l’uomo può vivere ogni realtà con santo TIMOR DI DIO, la vera Sapienza!

Con questa chiave di lettura possiamo allora comprendere il senso pieno della rabbia di Gesù e della sua energica reazione nei confronti dei mercanti. Spinti dai loro interessi, hanno smarrito il rispetto del sacro e invaso la casa del Padre, quel luogo in cui ci si reca per pregare e incontrarlo intimamente.

Il rischio di vivere le cose di Dio in modo commerciale è reale, così non di rado le nostre chiese sono solo un’estensione delle piazze o delle vie dei nostri paesi e città, dove si entra più per abitudine che per fede, più per “commerciare con Dio” che per pregare, più per giudicare che per celebrare.

Anche la Parola di Dio, la Sua volontà paterna per il nostro bene, quelle dieci parole divine (i comandamenti/insegnamenti) ricevuti in dono da Dio per poter realizzare la gioia vera e piena, vengono messi da parte, non considerati, per far spazio ai nuovi precetti dell’umanità moderna e progredita, evoluta si ma disordinata e smarrita.

Mettere ordine nella nostra vita è uno dei compiti di questo tempo di grazia che è la Quaresima: illuminati dalla Parola e sostenuti dall’Eucarestia e dallo Spirito Santo, riscopriamo l’importanza del sacro e il valore immenso dell’intimità con Dio, nella preghiera, nella sobrietà e nella carità operosa. Lasciamoci sedurre dalla dolcezza divina e difendiamo dalle invasioni mondane il tempo per il Signore nelle nostre giornate e nella settimana (la messa domenicale).

“Se sembra impossibile, allora si può fare” (Bebe Vio).

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