Goletta Verde: “Foci di fiumi e canali malati cronici”, Montalto nei limiti

Il rapporto: "Entro i limiti di legge i prelievi alla foce del fiume Fiora a Montalto Marina"

MONTALTO DI CASTRO – “Ben 17 punti dei 24 monitorati lungo le coste laziali (il 71%) presentano cariche batteriche elevate”. E’ il rapporto stilato in questi giorni da Goletta Verde sulla qualità delle acque costiere.

Nel viterbese due i campionamenti effettuati dall’organizzazione ambientalista: “Entro i limiti di legge i prelievi alla foce del fiume Fiora a Montalto Marina – scrive nel rapporto Goletta Verde – e fortemente inquinato, invece, quello alla foce del fiume Marta al lido di Tarquinia. Qui, a seguito dell’esposto di Legambiente, la Capitaneria di Porto ha potuto accertare lo scorso anno una gestione illecita di rifiuti e un abbandono di rifiuti nelle acque del fiume”.

Il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste laziali dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane (realizzata anche grazie al sostegno del Conou, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea (Consorzio nazionale riciclo e recupero imballaggi acciaio), è stata presentata ieri mattina in una conferenza stampa a Roma da Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio; Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente, alla presenza di Marco Paolilli, responsabile della rete di raccolta del Conou.

Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra 19 e il 21 giugno 2018) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso si trovano sulle spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono stati considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.