I Carabinieri Forestali a salvaguardia del mare dai rifiuti e dall’inquinamento

Si stima che in mare fluttuino circa 86 milioni di tonnellate di rifiuti

0

VITERBO – La lotta all’inquinamento è una delle priorità dei Carabinieri Forestali nell’ambito del contrasto ai crimini ambientali. Molti rifiuti e inquinanti sono scaricati, in maniera diretta e indiretta, nei nostri mari dove nel tempo le materie plastiche hanno creato delle vere e proprie isole galleggianti (si stima che fluttuino circa 86 milioni di tonnellate di tali rifiuti), rappresentanti un chiaro segnale di come l’ambiente marino sia troppo spesso considerato una vera e propria discarica.

Interpol, in stretta collaborazione con Europol, anche quest’anno ha proposto l’avvio di una campagna a livello globale di controlli sull’inquinamento nei mari e nella rete di fiumi e laghi ad esso connessi: l’Operazione “30 days at sea 2.0”.

L’Arma dei carabinieri ha aderito alla campagna condotta dall’Italia insieme ad altri 60 Paesi nel mondo, focalizzando i controlli su tre aspetti principali: il regolare scarico nei collettori fluviali e marini degli impianti di depurazione e degli scarichi, l’abusivismo edilizio nelle aree marine, lacustri e fluviali e la vendita delle buste biodegradabili e compostabili di recente adozione. Per quest’ultimo aspetto si sottolinea che le buste di plastica non biodegradabile sono, con una percentuale del 16%, il rifiuto più diffuso nelle nostre spiagge.

A livello complessivo, dal 1° al 31 ottobre 2019, i reparti dipendenti dal gruppo carabinieri Forestale di Viterbo hanno condotto 54 controlli, rilevando in due casi violazioni penali con segnalazione all’autorità giudiziaria di un nominativo, mentre sono nel contempo state elevate undici sanzioni amministrative per un importo pari a oltre 20mila euro.

L’attività ha quindi riguardato non solo gli scarichi di reflui e gli abbandoni di rifiuti direttamente in mare, ma tutte quelle attività illecite che poi si ripercuotono sulle acque marine a causa del trasporto degli inquinanti tramite ad esempio i corsi d’acqua interni. Le maggiori criticità sono state rilevate nell’ambito degli scarichi di reflui, settore nel quale permangono ancora diffuse criticità nel panorama provinciale.

Per quanto riguarda gli shoppers, ovvero le buste monouso biodegradabili e compostabili, in caso di imballaggio e/o trasporto di prodotti alimentari sfusi devono essere conformi agli standard europei di ecocompatibilità, ovvero devono raggiungere in 180 giorni la percentuale minima del 90% di biodegradazione e non devono avere effetti negativi sull’ambiente.

Il costo inferiore fino ad un decimo delle buste ormai vietate rappresenta il motivo principale per cui queste vengono ancora acquistate e utilizzate illecitamente nei singoli punti vendita. Molti shoppers inidonei vengono indebitamente utilizzati per l’imballaggio di prodotti alimentari sfusi, andando così incontro all’applicazione di una sanzione pari a euro cinquemila, come verificato in un caso nella provincia di Viterbo durante la campagna.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.