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venerdì 24 Settembre 2021

Il bilancio annuale dell’Arma dei carabinieri

VITERBO – Il 2020 sta per chiudersi. L’anno è stato segnato dall’emergenza sanitaria e dall’esigenza di contenere la diffusione del Covid-19 ed ha visto i carabinieri della provincia di Viterbo impegnati a garantire il rispetto delle disposizioni che si sono susseguite nel tempo.

In particolare è stato svolto il difficile, e troppo spesso ingrato, compito di individuare ed elevare sanzioni a cittadini ed aziende. Nei primi mesi dell’anno, l’intero dispositivo territoriale (5 compagnie e 56 stazioni) è stato orientato a questo scopo. A malincuore, e non senza difficoltà, sono state elevate 1668 contravvenzioni a persone e 40 ad attività commerciali, numero alto in assoluto ma da mettere in collegamento con le oltre 135.000 persone controllate nei servizi di pattugliamento (con un aumento di 20000 rispetto allo scorso anno).

Nel corso degli stessi servizi, sono state elevate 3300 contravvenzioni al Codice della Strada, meno delle 4258 dello scorso anno, tuttavia, nei 443 incidenti rilevati dall’Arma, è stato registrato il decesso di 13 persone, il ferimento grave di 20 e 391 feriti (lo scorso erano 515 incidenti, con 15 deceduti, 15 feriti gravi e 530 feriti). Sono inoltre state ritirate 245 patenti, sequestrati 212 veicoli (a fronte dei 400 lo scorso anno) e segnalate all’autorità giudiziaria 4 persone per omicidio stradale.

Probabilmente, proprio in connessione con il lockdown, ed alla maggiore propensione delle persone rivolgersi alla rete per acquisti, le truffe e frodi informatiche sono aumentate da 768 a 884.

Le chiamate al 112, che nel mese di marzo hanno subito una vertiginosa impennata, sono state 78672, a fronte delle 59764 dell’anno precedente. A questo proposito, per la gestione dell’emergenza, sono state concordate procedure di comunicazione con l’Asl di Viterbo per garantire, nelle fasi in cui la chiamata al 112 avveniva principalmente per esigenze sanitarie e/o di interpretazione delle disposizioni in atto, il corretto censimento e trattamento delle notizie di carattere sanitario.

Proprio a questo proposito, la sinergia e l’ottimo livello delle collaborazioni istituzionali con Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco, con l’Asl e l’Università, col 118 e i Comuni, sotto la guida del Prefetto Giovanni Bruno, ha sicuramente inciso, almeno nella prima fase, alla resilienza della provincia nei confronti del virus. A questo proposito, il banco di prova della gestione della Casa dello Studente, i cui contagi sono arrivati quando la nostra organizzazione era ancora acerba, ci ha consentito di maturare una significativa esperienza.

Da un punto di vista di andamento generale, tenendo in considerazione che le limitazioni alla circolazione delle persone hanno anche inciso sulla mobilità dei malintenzionati, il numero dei delitti denunciati all’Arma dei carabinieri nella provincia è diminuito da 7000 a 6000 circa. Complessivamente i militari della linea territoriale hanno denunciato 1650 (erano 1800) persone, traendone in arresto ulteriori 377 (contro le 478 dello scorso anno).

Tra i delitti che hanno subito un calo drastico ci sono i furti, passati da 3158 a 1753 (quelli in abitazione da 621 a 400). Il dato tuttavia è controbilanciato dalle rapine che sono 36 ed erano 30 (quelle in abitazione 13 ed erano 3).

Per quanto riguarda il fenomeno della violenza di genere, è stato deciso di tenere sulle attività il massimo riserbo per non amplificare le conseguenze che le vittime di questi odiosi crimini devono affrontare. Tuttavia, nella provincia l’attività dei carabinieri si è concentrata su 80 casi, di cui 31 di maltrattamenti e 25 violenze sessuali (erano state 28 lo scorso anno). Sono stati anche accertati 23 casi di stalking, tra i quali 2 di revenge porn. Oltre persone denunciate, 43, i provvedimenti che ne sono scaturiti sono 7 arresti in flagranza di reato, 5 quale misura cautelare, 4 allontanamenti dalla casa familiare, 8 tra divieti di avvicinamento alla vittima e obbligo di dimora in altro comune. 6 minori sono stati altresì collocati presso una casa famiglia.

Anche sul fronte giudiziario, la spinta delle disposizioni impartite dal Procuratore della Repubblica, dott. Paolo Auriemma, ha contribuito a rendere più efficace il contrasto alla criminalità.

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