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Il Giorno del ricordo: «Il termine di dieci anni deve essere eliminato dalla Legge»

meroi_delliiaconi_federici_olmi_ciorbaVITERBO – Parte da Viterbo un’iniziativa per chiedere di cancellare il termine decennale per la concessione della medaglia e del diploma ai parenti degli italiani che furono infoibati dai partigiani slavi. Infatti, la Legge con la quale nel 2004 venne istituito “Il Giorno del Ricordo”, prevede un limite di dieci anni per la concessione del riconoscimento.

«Il rischio è che si blocchi la ricerca storica su quei tragici eventi – ha dichiarato il giornalista e ricercatore storico del Comitato 10 Febbraio, Silvano Olmi –: tra mille difficoltà e con un’attività completamente volontaria, in questi anni abbiamo trovato i parenti di molti infoibati. Ce ne sono tanti altri che hanno diritto a ricevere un attestato in memoria dei loro parenti tragicamente scomparsi. Per questo il termine di dieci anni deve essere eliminato dalla Legge».

Del problema si è parlato stamattina, nella sala del Consiglio di Palazzo dei Priori, durante la conferenza di presentazione del Giorno del Ricordo che nel capoluogo si celebrerà domenica 8 febbraio, alle ore 11.30, in largo Martiri delle foibe istriane (zona Valle Faul), davanti al cippo che ricorda il sacrificio del viterbese Carlo Celestini. Il Comitato “10 Febbraio” ha proposto l’approvazione di un documento da parte dei consigli comunali e provinciali per chiedere al Parlamento italiano di modificare la legge numero 92 del 2004. L’iniziativa partirà da Viterbo e sarà resa pubblica in tutta Italia. La proposta è stata immediatamente accolta dagli esponenti politici presenti alla conferenza stampa. Il presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi, l’assessore comunale Antonio Delli Iaconi, i consiglieri comunali Marco Ciorba (per la maggioranza) e Luigi Maria Buzzi (per la minoranza), porteranno rapidamente il documento all’approvazione dei rispettivi consigli.

«Un grande gesto di civiltà – ha sottolineato il presidente del Comitato 10 Febbraio di Viterbo, Maurizio Federici – un’iniziativa che parte dal consiglio comunale e da quello provinciale di Viterbo e che auspico sia recepita da altri comuni viterbesi e italiani».

«E’ un grande onore per me celebrare la Giornata del Ricordo – ha detto il presidente della Provincia Marcello Meroi – soprattutto perché da deputato della XIV legislatura sono stato uno dei firmatari della proposta di legge, presentata dal collega Roberto Menia, che ne ha permesso l’istituzione a partire dal 2004, nonostante le forti opposizioni giunte da più parti. Ringrazio i rappresentanti del Comitato 10 Febbraio, in particolare Maurizio Federici e Silvano Olmi, che ogni anno tengono viva la memoria storica, permettendo di ricordare il sacrificio di tantissimi italiani massacrati e gettati nelle cavità carsiche dai comunisti di Tito e il dramma degli esuli istriani, fiumani e dalmati costretti a fuggire dalle loro terre per sfuggire alle esecuzioni di massa dell’esercito jugoslavo. La Provincia in questi ultimi anni è stata parte attiva nel sostenere tutte quelle iniziative rivolte a ricordare una pagina dolorosa della storia italiana che per troppi anni si è tentato di occultare e negare, aggiungendo purtroppo alla tragedia anche la vergogna». Il consigliere Marco Ciorba, dopo aver riportato una triste vicenda, con vittima una giovane donna, si è soffermato «sul silenzio che ha contraddistito questa tragica pagina di storia fino al 2004, quando è stata istituita la Giornata del Ricordo. Una pagina annientata, cancellata, inghiottita. Dal silenzio, appunto. Come quello sceso sulle vite delle vittime».

La conferenza stampa è stata aperta dall’assessore Antonio Delli Iaconi, che oltre a ringraziare i presenti per l’organizzazione della cerimonia e per l’attento lavoro di quotidiana ricerca indispensabile per restituire un’identità alle vittime, ha richiamato l’attenzione sull’elezione del Presidente della Repubblica Mattarella, poco dopo il giuramento al Quirinale.

Durante l’incontro con la stampa è stato ricordato Antonio Fracassini, nel 2004 assessore con il sindaco Giancarlo Gabbianelli. Quell’anno, grazie alla richiesta del Comitato 10 Febbraio, ci fu l’intitolazione di una piazza ai martiri delle foibe, tra i primissimi casi in Italia. Fu Aldo Quadrani, referente del Circolo Reale della Tuscia, a segnalare al Comitato 10 Febbraio la triste storia di Carlo Celestini. Il simbolico monumento realizzato in largo Martiri delle foibe istriane è dedicato alla memoria del concittadino Celestini e a tutti coloro che per tomba hanno una foiba.

Alla cerimonia di domenica interverranno anche il sindaco Leonardo Michelini e il presidente della Provincia Marcello Meroi. Prevista la presenza, come ormai ogni anno, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Per informazioni: 339.5974652.

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