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Il tricolore portato dagli studenti

MONTALTO DI CASTRO – Avere memoria vuol dire essere presenti al nostro tempo con consapevolezza. Ce lo dice l’etimologia della parola stessa “RICORDARE”, dal latino re-cordari, ovvero “richiamare alla mente”, cioè ad una intelligenza capace di sentire.

La commemorazione dei caduti si è celebrata a Montalto di Castro e Pescia Romana la mattina del 4 novembre con la corposa partecipazione della scuola primaria e secondaria di primo grado. Tutti in corteo, il sindaco Caci, una rappresentanza delle forze dell’ordine e dei militari in congedo, la dirigente Olimpieri, insegnanti, bambini e ragazzi verso il monumento ai Caduti. Un bel momento di condivisione della nostra memoria collettiva.

La nota dominante di quest’anno è stata la presenza del Tricolore anzi, delle tante bandiere dell’Italia che i ragazzi hanno imbracciato, guidati dagli insegnanti. Abbiamo cercato di sentire la presenza di chi non c’è più, i caduti di tutte le guerre, attraverso il simbolo patrio per il quale tante persone hanno impegnato e perso la vita. Sensazione strana quella di vedere tante bandiere e tanti ragazzi intorno al monumento, che va oltre il semplice fatto scenografico, perché tra tanti simboli forse il Tricolore, in questi momenti, possiede un carattere di solennità che sfugge in altre occasioni. La bandiera che i caduti hanno abbracciato. La bandiera che abbraccia tutti i partecipanti. I pensieri verso i nomi scritti sulla stele commemorativa. L’Inno cantato. E la preghiera.

I bambini della primaria hanno recitato passi di poesie guidati dalle maestre. Gli adolescenti hanno contribuito con degli scritti elaborati in classe insieme ai professori e letti in piazza, personalmente. Compito della scuola è cercare, con lo studio e la riflessione, di scavare almeno un po’ nei luoghi comuni, per capire perché il tricolore è un simbolo. Simbolo di che? Simbolo perché? Simbolo per chi?

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In classe spesso, quando si trattano vari argomenti, si comincia per gioco e poi si affrontano questioni essenziali: che ti viene in mente se guardi la bandiera italiana? Quali parole? Grande e piacevole sorpresa scoprire che a nessun ragazzo o ragazza viene in mente l’associazione di parola più ovvia e forse scontata, cioè la nazionale di calcio, o il tricolore come simbolo nazionale nelle competizioni sportive. I nostri ragazzi tante volte volano molto più alto di noi. E meno male! Gli studenti hanno scritto e hanno letto i loro pensieri al microfono. Bandiera come speranza. Bandiera come accoglienza, come tenacia, come civiltà, come coraggio, come sacrificio. È bello immaginare, anche per pochi istanti, che il Tricolore possa parlare con le parole dei ragazzi, a questa età ancora lontani dai compromessi di tanti adulti, e possa dire parole come quelle di un inno famoso: « Ricordati di me, onorami, rispettami e difendimi. Fammi sventolare alle tue finestre, mostra a tutti che tu sei italiano».

 

Prof. Alberto Puri

(Docente di Lettere Scuola Media Montalto/Pescia Romana)

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