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Ionel Pavel davanti al giudice

TARQUINIA – Per il romeno Ionel Pavel oggi è il giorno di presentarsi davanti al giudice. il 36enne considerato “tuttofare della mafia viterbese” dovrà rispondere del reato di incendio doloso, aggravato dal fatto di averlo appiccato su impianti industriali.

Le fiamme fecero luce la notte del luglio 2014 in un capannone-rimessaggio della ditta di trasporti per conto terzi, Velka trasporti, che ha sede nella zona artigianale di Tarquinia. Ionel Pavel avrebbe pianificato il rogo per vendicarsi del licenziamento deciso dai datori di lavoro, nota famiglia d’imprenditori di Tarquinia, che lo sorpresero a rubare gasolio. L’incendio di vaste proporzioni, come si ricorderà, cagionò un danno patrimoniale per quasi due milioni di euro tra capannone, mezzi e carico di cereali andati distrutti.

Le indagini degli agenti del commissariato di Tarquini portarono al romeno che nel 2019 venne riconosciuto dagli imprenditori su alcune foto pubblicate sui giornali, in quanto figurante tra i 13 arresti del 25 gennaio 2019, eseguiti nell’ambito dell’operazione Erostrato della Dda di Roma.

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Gli investigatori del commissariato di piazza Trento e Trieste riuscirono a dare un nome all’autore del raid incendiario, grazie alla comparazione del profilo genetico, rilevato su alcune tracce di sangue repertate dalla scientifica sul luogo del crimine, che fino a quel momento era considerato “ignoto”, con quello dell’arrestato: i due profili risultarono infatti perfettamente coincidenti.

Il romeno ha già scontato un anno di carcere ed è considerato un soggetto al servizio dei boss Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi. Tra il 2017 e il 2018 avrebbe messo a ferro e fuoco Viterbo.

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