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Lazio

Quando leggere è un po’ perdersi, per poi ritrovarsi

IL LIBRO
Dal copione di uno spettacolo teatrale dell’Istituto Comprensivo Montalto di Castro, alle pagine di un libro. Filù Filù siamo noi. Filù Filù sono io.

di Alberto Puri

Una vigile attesa

I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) Dal Vangelo secondo Marco(13, 33-37) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è...

Imu agricola, Agrinsieme: «Con i nuovi parametri la provincia di Viterbo ne esce penalizzata»

trattore_campoVITERBO – Agrinsieme Viterbo “prende atto” della decisione di venerdì del Governo che ha rivisto i criteri per l’esenzione dall’Imu dei terreni montani e svantaggiati, abrogando la classificazione su base altimetrica stabilita dal contestato decreto ministeriale di fine novembre. «D’accordo che sia stata fatta maggiore chiarezza, resta il fatto però – rimarca Agrinsieme Viterbo – che la provincia di Viterbo con i parametri del nuovo decreto ne esce fortemente penalizzata, specialmente per le aziende professionali, perché se prima erano 32 i comuni dove quest’ultimi erano esclusi dall’imposizione oggi sono solamente 7».

«Le aziende – continua Agrinsieme – continuano ad essere caricate di un onere fiscale che non si possono permettere. Inoltre, rileviamo che parte delle risorse per la copertura finanziaria del provvedimento vengono sottratte al ‘pacchetto agricolo’. Difatti il Governo con una mano da e con l’altra toglie perché nel pacchetto “#campolibero” era stata introdotta la deduzione dall’imponibile Irap del 50% del costo del lavoro dei dipendenti a tempo determinato con contratto triennale, misura elevata al 100% nella legge di stabilità approvata appena un mese fa; con il decreto di revisione dell’imu la deduzione non c’è più».

«Riteniamo fortemente iniquo – prosegue Agrinsieme – gravare di ulteriori balzelli aziende in difficoltà che hanno tra l’altro il grande merito di operare in primis per la produzione di alimenti di qualità eccellente, per la difesa del paesaggio ed essere spesso anche l’unico bastione contro il dissesto idrogeologico del territorio. Per questo il Governo avrebbe dovuto compiere uno sforzo più coraggioso, esentando totalmente dagli oneri fiscali le aree ex svantaggiate almeno per il 2014 ed individuare per il 2015 altre misure per recuperare il gettito dell’Imu o criteri che tengano conto della effettiva capacità contributiva dell’impresa».

«Invitiamo i parlamentari viterbesi – conclude Agrinsieme – a farsi carico, in sede di conversione in legge del decreto, di sostenere gli emendamenti che Agrinsieme proporrà alle forze politiche per far si che l’Imu sui terreni non sia una balzello che colpisce le imprese per il solo fatto di possedere un terreno in un comune piuttosto che in un altro».

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