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domenica 16 Maggio 2021

Imu agricola: dietrofront del Governo

ROMA – Il Governo fa marcia indietro sull’Imu agricola fissando nuovi criteri altimetrici per il pagamento con esenzione totale per 3456 comuni e 655 parzialmente esenti. La misura è stata approvata ieri 23 gennaio su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e dei Ministri dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina.

Il testo prevede che a decorrere dall’anno in corso, 2015, l’esenzione dall’imposta municipale propria (IMU) si applica: ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni classificati come totalmente montani, come riportato dall’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istat; ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, di cui all’articolo 1 del decreto legislativo del 29 marzo 2004 n. 99, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei comuni classificati come parzialmente montani, come riportato dall’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istat.

Tali criteri si applicano anche all’anno di imposta 2014. Per l’anno 2014 non è comunque dovuta l’Imu per quei terreni che erano esenti in virtù del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con i Ministri delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e dell’Interno, del 28 novembre 2014 e che invece risultano imponibili per effetto dell’applicazione dei criteri sopra elencati. I contribuenti, che non rientrano nei parametri per l’esenzione, verseranno l’imposta entro il 10 febbraio 2015.

SABATINI (Ncd): «La retromarcia sull’Imu agricola era doverosa. Un balzello iniquo su cui il governo si è dovuto ricredere grazie anche al forte e determinante impegno di Ncd che da subito si è battuto in Parlamento contro un provvedimento assurdo adottato in fretta e furia. Non si possono cambiare le regole in corsa – aggiunge Sabatini – che avrebbero fortemente penalizzato il  comparto agricolo. Per fortuna il governo se ne è reso conto e quasi al fotofinish ha riparato all’errore: sarebbe bastato seguire i consigli di Ncd che in queste settimane ha proposto diverse soluzioni evitando la mobilitazione di comuni e associazioni di agricoltori».

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