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mercoledì 21 Aprile 2021

Imu agricola, sit-in delle organizzazioni del settore in prefettura «Stop all’Imu»

VITERBO – Oltre duecento agricoltori provenienti da tutta la Tuscia hanno manifestato stamane (10 febbraio) davanti la prefettura di Viterbo contro il provvedimento del Governo sull’Imu agricola. Erano presenti a piazza del Comune le cooperative e le organizzazioni del settore: Confagricoltura, Confcooperative, Cia, Legacoop e Agrinsieme. Il prefetto, Antonella Scolamiero, ha ricevuto gli agricoltori impegnandosi a manifestare al Governo tutte le difficoltà del settore agricolo in merito al nuovo balzello. All’incontro erano presenti anche il presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi, il sindaco Leonardo Michelini e il vice sindaco Luisa Ciambella che si sono impegnati a presentare all’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) un documento con le richieste del territorio e a ridurre l’aliquota per gli agricoltori della Città dei Papi.

«Una giornata molto positiva – spiegano da Agrinsieme – il primo passo per ottenere quello che chiediamo: l’abbattimento di quest’inutile balzello oppure una sua equa distribuzione su tutto il territorio nazionale prima che il settore agricolo, fra l’altro l’unico che a tutt’oggi manifesta segni reali di ripresa, subisca danni irreparabili».

I rappresentanti dell’organizzazione di produttori agricoli ha presentato al prefetto e al sindaco di Viterbo un documento in cui si spiegano dettagliatamente tutte le gravi conseguenze che comporterebbe l’Imu agricola, così come le richieste delle organizzazioni professionali e di categoria.

Chiarini, Rossetti, Pini e Biagini di Agrinsieme chiedono al Governo «un prelievo fiscale equo e sostenibile per il rilancio dell’agricoltura, la salvaguardia del reddito degli agricoltori, la difesa dell’occupazione, il rinvio del pagamento dell’Imu 2014 e la revisione e ridefinizione dei criteri per il 2014 e 2015. Il costo dell’Imu sui terreni agricoli – spiegano – è un aggravio rispetto all’attuale imposizione con aumenti che vanno dal 50 ad oltre il 130%. Un terreno concesso in affitto ad un canone di circa 120-200 euro ad ettaro deve pagare dai 60 ai 130 euro di Imu. Un peso intollerabile che si ripercuoterà inevitabilmente sul reddito degli agricoltori e sulla produttività dell’intero settore».

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