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Imu agricola: Una mazzata da 350 milioni di euro, se ne è discusso con Coldiretti Viterbo VIDEO

VITERBO – All’assemblea pubblica indetta stamane (16 febbraio) da Coldiretti Viterbo, presso la Camera di Commercio, erano presenti anche i sindaci dei paesi del litorale: Mauro Pucci (Canino), Fabio Bartolacci (Tuscania), il vicesindaco di Tarquinia Renato Bacciardi e il sindaco di Montalto Sergio Caci, per discutere assieme agli agricoltori, ai consiglieri regionali e ai parlamentari – delle varie coalizioni politiche – dell’Imu agricola, il nuovo balzello imposto dal Governo che dovrebbe far recuperare nelle casse dello Stato 350 milioni di euro. Tutti i partecipanti hanno affermato che la tassa è una “mazzata”, un enorme disparità di trattamento tra gli agricoltori.

«Ringraziamo i sindaci e tutte le autorità politiche – ha dichiarato il direttore di Coldiretti Viterbo Ermanno Mazzetti – per aver partecipato e ascoltato le nostre richieste di ridurre l’aliquota del 2015 e di non sanzionare i pagamenti oltre 60 giorni dalla scadenza. Ringraziamo inoltre i parlamentari per la loro disponibilità e volontà a portare avanti una adeguata revisione di questa norma».

«Da parte nostra – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici – abbiamo dato la giusta importanza al problema dell’Imu, in linea con la giusta portata che una federazione provinciale può dare alla questione, coinvolgendo i sindaci della provincia e facendo quindi la nostra parte per quel che ci compete, in sinergia con la federazione regionale e con tutte le sedi della Coldiretti unite per la stessa finalità, sempre a fianco delle imprese agricole per tutelarle e valorizzarle».

«Sull’Imu agricola regna il caos più totale. – ha detto il consigliere regionale Daniele Sabatini (Ncd) -. Il governo ha introdotto una norma di fatto retroattiva e fortemente penalizzante per gli agricoltori, con disparità evidenti tra i comuni, a volte anche tra terreni confinanti. Mi auguro che la mozione che ho presentato affinché Zingaretti intervenga presso il governo venga calendarizzata quanto prima: siamo di fronte a un vero pasticcio che non può rimanere confinato tra il governo colpevole di aver imposto un balzello odioso e i comuni chiamati a fare gli esattori. La Regione Lazio faccia propria la giusta protesta degli agricoltori del Lazio e alzi la voce con il governo».

«L’imu agricola è una imposta iniqua – aggiunge – perché crea enormi disparità di trattamento tra gli agricoltori; è un’imposta furba perché la tempistica scelta dal governo l’ha resa di fatto retroattiva introducendo sostanzialmente una patrimoniale secca sui terreni agricoli; è una tassa stupida, perché stupido è il discrimine utilizzato per valutare l’esenzione o meno per i comuni, legato ad una classificazione Istat obsoleta e ad altimetrie che non possono essere prese come parametri dato che è arcinoto come alcune coltivazioni si sviluppino meglio ad altitudini maggiori e altre ad altitudini minori. E infine è un’imposta vigliacca perché sebbene introdotta dal governo, sono poi i Comuni a doversi fare esattori nei confronti dei coltivatori diretti. Peggio di così non si poteva fare. A marzo scade il termine per convertire in legge il decreto sull’Imu agricola – conclude – è tempo che anche le istituzioni locali facciano la loro parte. Il Lazio è una regione a forte vocazione agricola, Zingaretti esca dal letargo e si faccia portavoce presso il governo del malessere degli agricoltori».

«Noi sindaci siamo costretti a fare continuamente da esattori – ha aggiunto il sindaco Sergio Caci – e questo nuovo balzello a discapito degli agricoltori è una vergogna senza precedenti. Cosa ancora più grave è che il Governo Renzi ha prodotto il decreto il 28 novembre scorso, periodo durante il quale i Comuni stavano facendo l’assestamento di bilancio e non hanno dunque avuto il tempo né il modo di abbattere l’aliquota al 4,6 per mille. Gli agricoltori e i cittadini di questi comuni si trovano in difficoltà non per colpa dei sindaci ma per colpa del primo sindaco d’Italia, Matteo Renzi».

«Nel nostro comune – ha aggiunto Caci – abbiamo cercato di agevolare il più possibile il settore agricolo applicando la tariffa minima, prevista dalla legge. Questo è stato possibile in quanto a Montalto di Castro già dal 2012 è prevista questa tassazione, ora allargata a tutti.

Il Governo ha fatto anche un’altra cosa molto scorretta: ha trattenuto ai comuni i soldi dell’Imu agricola, ridimensionando e in qualche caso annullando, il fondo di solidarietà. E’ stata dunque sostituita un’entrata certa con una incerta, tolti di fatto i trasferimenti dello Stato ai singoli paesi, con l’unico scopo di dare una spinta propulsiva alla campagna elettorale delle scorse Europee, attraverso l’erogazione propagandistica degli 80 euro».

La parola è poi passata ai diretti interessati, gli agricoltori, che hanno espresso il loro dissapore su un grave atto che il Governo ha messo in campo «senza ascoltare le associazioni di settore». Presenti all’assemblea anche gli imprenditori agricoli di Tarquinia e Montalto.

VIDEO

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[icon size=”16″ icon_bg_color=”#” icon_bg_colorh=”#” icon_bd_color=”#” icon_bd_colorh=”#” square_radius=”0″ type=”vector” icon_color=”#” icon_color_hover=”#” icon=”momizat-icon-play”]L’intervento del vicesindaco di Tarquinia Renato Bacciardi 

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