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Imu agricola,Terrosi e Mazzoli: “Una brutta pagina per l’agricoltura”

ROMA – Il provvedimento approvato questa mattina sulla Imu agricola segna un punto assolutamente negativo per l’agricoltura del nostro Paese e della nostra provincia in particolare. Il nostro giudizio è stato durissimo fin da subito e, in uno scambio continuo con le associazioni agricole sul territorio, abbiamo proposto la modifica complessiva della impostazione del provvedimento, che però non c’è stata.

Ringraziamo i tanti colleghi che in questi ultimi mesi hanno condiviso con noi il giudizio negativo su questo provvedimento e che hanno firmato i diversi atti parlamentari presentati e la lettera inviata ai Ministri, Viceministri e sottosegretari di MEF e MIPAAF che, purtroppo, non hanno avuto esito. Le motivazioni della contrarietà sono ben evidenziate negli stessi atti depositati: in primo luogo l’imposizione sul bene terra è assolutamente opinabile per le tante ragioni che in questi mesi abbiamo cercato di spiegare e che sono rimaste inascoltate.

L’agricoltura produce cibo che, spesso, si traduce nelle tante eccellenze disseminate nei nostri territori; l’agricoltura produce “gestione del territorio” quindi servizi al territorio, soprattutto in quelle zone che rischiano seriamente lo spopolamento e l’abbandono. In secondo luogo il metodo adottato: decreti che si sono succeduti inanellando una serie di disposizioni poco chiare, sempre a ridosso delle scadenze previste per il pagamento e che, nel complesso, hanno dimostrato la superficialità con cui il tema è stato affrontato associata ad una buona dose di alterigia che ha reso vani i tentativi fatti per poter modificare il provvedimento. Sicuramente se al MIPAAF è stato chiesto di contribuire alla spending review, quello scelto è un metodo sbagliato perché scarica i costi a carico degli agricoltori e dei Comuni.

Abbiamo condiviso con i colleghi il tentativo di provare a modificare questo provvedimento, cercando di portare il nostro contributo ad una vicenda che, da subito, ha mostrato tanti punti di debolezza. Gli emendamenti depositati in commissione finanze sono stati ritirati d’ufficio e le esigenze di immodificabilità del provvedimento ha impedito la loro riproposizione in aula. Da ultimo gli stessi sono stati trasformati in un ordine del giorno, accolto senza modifiche.

Da qui ripartiamo subito, da quegli impegni che il Governo si è assunto, per continuare ad affermare la necessità di una sostanziale rivisitazione di questa imposizione, insostenibile per tante aziende agricole, per tanti pensionati, per tanti Comuni, in particolare per quelli ricadenti nelle aree della collina svantaggiata.

 On. Alessandra Terrosi

On. Alessandro Mazzoli

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