Inceneritore: “I comitati di Tarquinia chiamano alla mobilitazione contro le scelte sconsiderate sui rifiuti della Regione Lazio”

I comitati in difesa dell'ambiente annunciano alla mobilitazione contro gli impianti per la gestione dei rifiuti nel territorio di Tarquinia

TARQUINIA – (ricev.e pubb.) Nubi nerissime, sconcerto e rabbia montano sul nostro territorio.

Sono questi i sentimenti che dominano, come non è mai successo in passato, il litorale dell’alto Lazio dove, le autorizzazioni degli impianti di recupero energetico sembrano valutate o rilasciate in maniera sconsiderata e scellerata mettendo a rischio il territorio e tutti i suoi residenti con un impietoso colpo di grazia che suona come una condanna a morte per la salute pubblica, per le attività turistiche, agricole e produttive che già faticosamente cercano di sopravvivere alla crisi diffusa.

Giungono infatti con sinistra e sospetta sincronia dagli uffici della Regione degli inattesi ed incredibili aggiornamenti sulle procedure autorizzative di due diversi impianti di trattamento di rifiuti: uno per la costruzione di un mega inceneritore al confine meridionale del comune di Tarquinia con Civitavecchia e l’altro per l’ampliamento di un impianto di raccolta differenziata per il compostaggio anaerobico e la produzione di metano, cosiddetto biogas, in zona Olivastro lungo il corso del fiume Mignone.

Localizzati l’uno (l’impianto a biogas) all’interno di zone agricole di pregio e l’altro (l’inceneritore) nelle immediate vicinanze di un territorio protetto da rigide norme di tutela comunitaria perchè ricco di biodiversità e rari elementi florofaunistici protetti, non ultimo anche con importanti presenze archeologiche, segnalate dalle associazioni alla soprintendenza.

Entrambi gli impianti, frutto di una concezione vecchia e nociva del trattamento dei rifiuti, sono ampiamente sovradimensionati per sopperire ad un reale bisogno locale, svelando invece la volontà di utilizzare i due impianti per rifiuti di altre città e regioni. Ebbene questi due ecomostri, insieme alla famigerata centrale a carbone di Enel andrebbero a costituire l’ennesima mortifera servitù per altri territori ed altre regioni in danno di una popolazione da anni provata – dati epidemiologici alla mano – da una altissima incidenza di patologie neoplastiche e respiratorie che da troppo tempo funestano la vita di numerosissime famiglie di questo territorio.

Lo sconcerto e la rabbia montano anche per la roboante assenza dei tanti consiglieri regionali del territorio che – in consessi pubblici annunciano la propria contrarietà di facciata agli impianti – salvo poi sparire dalla scena quando funzionari pubblici che dalla politica dovrebbero invece ricevere precise indicazioni – impongono decisioni sospette, incomprensibili ed irricevibili ai danni dei territori che quella stessa politica dovrebbe amministrare.

Ricordando i dati che riguardano l’impianto di incenerimento proposto dalla A2A in località Piand’Organi- Pian Dei Cipressi a Tarquinia, fanno rabbrividire: 481.000 tonnellate di rifiuti speciali (dichiarati), che in realtà potrebbero arrivare a essere 540.000 tonnellate, 122.000 tonnellate/anno di ceneri pesanti e 40.000 tonnellate/anno ceneri leggere di risulta dalla combustione. Un traffico di 32.698 camion. Un camino di 70 metri che emetterà ulteriori tonnellate di emissioni inquinanti sulla già disastrata situazione ambientale e sanitaria del territorio.

I comitati le associazioni e i cittadini che fino ad oggi si sono fatti carico di questo dissenso con mobilitazioni, azioni legali, manifestazioni, denunce, tengono alta la guardia e dritta la schiena e chiamano a raccolta tutta la popolazione di Tarquinia, Civitavecchia e dei comuni limitrofi, tutti a grave rischio per questa sconsiderata offensiva che sta avvenendo con il silenzio e la connivenza di una pilatesca politica regionale che si fa scudo di provvedimenti spericolati di dirigenti che da quella stessa politica provengono e che ne costituiscono un poco credibile alibi.

Saremo presenti alla pubblica assemblea indetta nella sala comunale di Tarquinia il giorno 22 novembre alle ore 17 e nei prossimi giorni chiameremo a raccolta tutti i comitati e associazioni ambientaliste per organizzare una grande manifestazione per la mobilitazione di tutti i cittadini affinché lo scempio di queste terre e di questo litorale cessi definitivamente per lasciare spazio finalmente ad uno sviluppo sostenibile per fermare altra morte e altre malattie.

IN Onlus Sezione Etruria

Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

Comitato per la difesa della Valle del Mignone

100% Farnesiana

Bio Ambiente Tarquinia

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