Inchiesta Fondazione Vulci, avviata dagli esposti dei consiglieri di minoranza

Secondo le indagini i fondi dell’ente sarebbero stati utilizzati per pranzi, cene, spese funebri e alberghi. Il presidente uscente di Fondazione Vulci Carmelo Messina: "Le spese contestate sono sempre state finalizzate ad un evento pubblico"

MONTALTO DI CASTRO – Pranzi e cene di “rappresentanza” nel mirino della Guardia di finanza di Tarquinia che a conclusione di una inchiesta, condotta dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo e indagato tre persone che dovranno rispondere, a vario titolo, per peculato. L’indagine delle Fiamme gialle riguarda varie spese che, secondo gli accertamenti, risalgono dal 2012.

I finanzieri hanno sottoposto a sequestro beni patrimoniali, disponibilità finanziarie su conti correnti e polizze assicurative per un totale complessivo di oltre 182mila euro. A finire nel mirino dell’indagine il sindaco Sergio Caci, il presidente uscente di Fondazione Vulci Carmelo Messina, e il direttore amministrativo Alessandro Fiordomi.

L’inchiesta sarebbe partita dagli esposti presentati da alcuni consiglieri di minoranza, che negli ultimi due anni avrebbero monitorato la gestione finanziaria della Fondazione Vulci la quale, dal primo gennaio 2016, gestisce il parco naturalistico e archeologico di Vulci.

“Abbiamo presentando esposti su esposti alla Procura della Repubblica di Civitavecchia, al Prefetto di Viterbo e alle forze dell’ordine locali – scrivono in una nota i consiglieri di minoranza Quinto Mazzoni ed Eleonora Sacconi -. Incassato colpi e attacchi gratuiti, continuando nella richiesta degli atti e nella lettura dei pochi tra le nostre mani”.

“Tutti i pranzi, cene e quant’altro sono sempre state finalizzate ad un evento pubblico e mai carbonaro – dice in una dichiarazione Carmelo Messina -. Del resto l’incremento turistico, anche nel 2018, nonostante il clima sfavorevole che ha caratterizzato la stagione, ha avuto un piccolo incremento rispetto lo scorso anno e all’incirca del 30% dall’inizio del mandato. Nel corso del triennio non sarebbe stato possibile senza spese del settore e della promozione. Mi dispiace che il sindaco Sergio Caci debba trovarsi indirettamente coinvolto in questa vicenda”.

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