Inquinamento fiume Marta, l’ordinanza del sindaco

Vietato l’uso dell’acqua, riunione in prefettura sull'inquinamento del fiume

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TARQUINIA – Il sindaco Pietro Mencarini ha firmato un’ordinanza vietando
l’uso dell’acqua del fiume Marta sia a scopi umani, che per l’abbeveraggio
degli animali, per l’attività agricola, pesca e balneazione.

L’ordinanza fa seguito al grave inquinamento del fiume avvenuto
domenica scorsa, nel territorio di Tuscania e che ha provocato la morte di molti
pesci. Si attendono i risultati delle analisi effettuate dall’Arpa per
l’eventuale revoca.

Intanto, il Prefetto di Viterbo ha convocato una riunione martedì 20
febbraio, alle ore 16, in Prefettura, per discutere dello sversamento
di liquami nel fiume. Alla riunione interverrà anche il Comune di Tarquinia,
che sarà rappresentato dal vice sindaco Manuel Catini e dal consigliere
comunale incaricato all’ambiente Silvano Olmi.

“Ringrazio il Prefetto per aver convocato questa riunione – dichiara il
sindaco Pietro Mencarini – occorre affrontare seriamente e nel suo complesso
il problema. Non possiamo permettere che l’inquinamento del Marta, oltre che
all’ambiente, provochi danni anche alle attività turistiche del litorale.
Appena si è insediata, la mia amministrazione comunale ha avviato una serie
di incontri con i gestori degli stabilimenti balneari, le associazioni e i
cittadini tarquiniesi. Tutti chiedono un intervento deciso in difesa del
fiume e del mare, un’azione che coinvolga tutti i comuni che scaricano nel
lago di Bolsena e nel Marta, la Regione Lazio e la Provincia di Viterbo,
l’Arpa, le associazioni ambientaliste, quelle di categoria e i cittadini”.

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