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sabato 8 Maggio 2021

L’adozione di un minore effettuata all’estero da una coppia lesbica è riconoscibile in Italia?

coppia lesbo adozione minoreUna coppia di donne, regolarmente sposata in America, ha ottenuto dal Tribunale dello Stato dell’Oregon una sentenza che ha disposto che una delle due donne adottasse la figlia minorenne dell’altra partner.

In base a questa sentenza del Tribunale dell’Oregon, la neo-genitrice, che è cittadina italiana, volendo rendere efficace l’adozione anche in Italia, si è rivolta al Tribunale dei Minorenni di Bologna per domandare un provvedimento che riconosca come valida la sentenza estera, e consenta la trascrizione nel Registro dello Stato Civile italiano dell’adozione celebrata all’estero. Anche la bambina, di anni 11, ha espresso la volontà di essere adottata, in quanto riconosce nella coppia i propri genitori.

Nel processo il pubblico ministero ha espresso parere negativo al riconoscimento dell’adozione in Italia in quanto l’ordinamento giuridico italiano consente l’adozione del figlio del coniuge solo in presenza di un matrimonio riconosciuto dalla legge; non essendo, in Italia, consentito il matrimonio tra coppie omosessuali, l’adozione non può essere ritenuta valida.

Di diverso avviso, invece, è stato il tribunale il quale, pur riconoscendo che il procedimento di adozione della minore è stato condotto dal Tribunale dell’Oregon in maniera corretta e che, quindi, sussisterebbero in astratto tutte le condizioni per riconoscere l’adozione, ha rilevato che secondo la legge italiana «l’adozione non è certamente applicabile agli omosessuali per difetto del requisito del rapporto di coniugio tra genitore naturale (biologico) e adottante». Ha quindi sollevato il dubbio in merito alla correttezza della nostra legge nella parte in cui non riconosce come valido il matrimonio celebrato all’estero.

Per queste ragioni il Tribunale dei Minorenni di Bologna, con l’ordinanza n.4701 del 10.11.2014 si è rivolto alla Corte Costituzionale sollevando una questione di incostituzionalità per violazione degli artt. 2, 3, 30 e 117 della Carta Costituzionale, in particolare perché il rifiuto di concedere il riconoscimento della sentenza straniera di adozione, senza avere previamente potuto valutare in concreto la sussistenza del superiore interesse del minore, è una palese violazione delle disposizioni costituzionali oltre che della CEDU (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali).

Attendiamo ora che la Corte Costituzionale si esprima, nella speranza che anche il nostro legislatore faccia chiarezza su un argomento di massima importanza quale quello della famiglia, evitando liti e fraintendimenti che alimentano i conflitti sociali.

Avvocato Marco Fedele

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