“Lungomare Harmine… Storia di un (in)successo”

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MONTALTO DI CASTRO – (ricev. e pubb.) Non c’è pace per il Lungomare Harmine. Chiunque si sia trovato a percorrere la via principale della marina di Montalto di Castro sa di cosa parliamo; questa zona, fulcro delle attività turistico-ricettive del Comune, è stata oggetto pochi anni fa di uno scellerato intervento di riqualificazione, che fra una progettazione censurabile ed una realizzazione (per quanto
possibile) ancora peggiore, ha causato enormi disagi a turisti ed attività, oltre a presentarsi dopo pochissimo tempo in condizioni deplorevoli.

E naturalmente, fra mattonelle che si staccano e parcheggi inesistenti, fra una pista ciclabile che cade a pezzi ed una fontana invisibile (agli occhi, ma non alle tasche dei cittadini, essendo costata oltre 60.000 euro), è arrivato puntuale l’intervento della magistratura che porterà allo scoperto i responsabili di questo scempio.

Ma evidentemente questa Amministrazione non conosce la locuzione errare humanum est, perseverare autem diabolicum, ed ha pensato bene di dare inizio al secondo stralcio dei lavori sul lungomare, ovviamente sulla falsariga del primo. Come il nostro ruolo di cittadini impone, ci siamo subito attivati per capire qualcosa di più sui lavori in corso di svolgimento, presentando una richiesta di accesso agli atti e studiando quanto ci è stato fornito.

Da una prima lettura dei documenti, appare subito chiaro che il destino di questa seconda tratta dei lavori sarà lo stesso della prima. Nemmeno il tempo di procedere con la consegna dei lavori che il giorno successivo viene ordinata la sospensione, a seguito delle forti difformità fra il progetto esecutivo e lo stato dei luoghi, così come segnalato dall’Impresa vincitrice della gara d’appalto. Lo stesso servizio LL.PP. in una determina successiva alla sospensione, precisa che è necessario intervenire su circa l’ottantacinque percento delle lavorazioni previste in progetto, che comporterà come prima cosa ad un aggravio delle spese tecniche di circa 33.000 euro per la redazione della Perizia, oltre ad un prevedibile aumento dei costi e dei tempi di realizzazione.

Come se non bastasse, l’unica lavorazione finora svolta, che riguarda la posa dei cavidotti elettrici dell’illuminazione pubblica, è stata effettuata in difformità alle tavole esecutive; nel progetto infatti si parla di posizionarli in trincee profonde 100cm (poi ridotti a 50cm), ma dal nostro sopralluogo abbiamo appurato che la posa stava avvenendo appena sotto al manto stradale, a circa 10/12cm di profondità.

Alla luce di quanto detto è inevitabile farci delle domande: come è possibile che la tragica esperienza del primo stralcio non abbia insegnato niente? Chi è che progetta queste opere? Chi è che le avalla? Come si giustifica una spesa di oltre 68.000 euro per un progetto con l’85% di voci di rivedere? È stato fatto un rilievo prima di procedere con la progettazione? E perché l’indagine georadar non è stata fatta prima di redigere il progetto esecutivo, per capire la moltitudine di sottoservizi inevitabilmente presenti in una zona così densamente urbanizzata?
Perché nonostante si sia rivelata una scelta fallimentare, si sono riproposte le famigerate mattonelle? Ma soprattutto, perché questa Amministrazione continua a prendere in giro i suoi cittadini e sperperare montagne di denaro pubblico in opere sempre fallimentari?
Noi continueremo a monitorare la situazione ed aggiornarvi tempestivamente non appena ci saranno nuovi sviluppi.

Il Circolo PD di Montalto di Castro e Pescia Romana