M5S: “Regione intervenga su rischio cimice asiatica”

ROMA – “Si moltiplicano nel Lazio le segnalazioni relative alla presenza della cimice asiatica (nome scientifico: Halyomorpha Halys), una specie aliena che, come già accaduto in altre regioni italiane, provoca ingenti danni a diverse colture, in particolare gli alberi da frutto, mettendo così a rischio filiere agroalimentari del Lazio come quella delle nocciole di Viterbo e dei kiwi del sud del Lazio”. Lo sdichiara Silvia Blasi, consigliera 5stelle in Regione.

“La Regione ci dica quali sono le iniziative in corso per monitorare lo stato di diffusione di questa specie nella nostra regione – aggiunge Blasi – e qual è il piano d’azione per contrastarne la diffusione e tutelare così l’economia agricola dei territori”.

E’ questo, in sintesi, il contenuto di un’interrogazione dei consiglieri regionali M5S del Lazio, a prima firma di Silvia Blasi, rivolta all’assessore all’agricoltura e all’ambiente del Lazio, Enrica Onorati. “Comparsa per la prima volta in Italia in Emilia Romagna, nei pressi di Modena, dove forse il parassita è fuoriuscito da un container proveniente dall’Asia, nel 2013 la cimice asiatica raggiunge Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli – spiega la consigliera 5stelle. Finora le perdite maggiori si sono registrate in aziende agricole di Piemonte, Friuli, Emilia Romagna e Veneto, dove nel 2017 sono stati distrutti il 40% dei raccolti”.

“Oltre alla perdita dei raccolti – conclude Blasi – l’altro rischio riguarda gli effetti dannosi su salute e ambiente legati all’abuso dei pesticidi per contrastare la cimice asiatica. Andrebbero invece privilegiati metodi sostenibili come il suo antagonista naturale (nome scientifico: Ooencyrtus telenomicida) e reti di protezione anti-insetto, per le quali nel 2017 l’Emilia Romagna ha stanziato circa 10 milioni di euro”.

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