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Lazio

M5S: «Risposte chiare sulla modalità di nomina dei vertici Arpa

ROMA – I consiglieri Devid Porrello, Silvia Blasi e Gaia Pernarella del M5S Lazio hanno depositato un’interrogazione urgente indirizzata a Zingaretti e refrigeri in merito alla modalità con cui sono stati nominati nei giorni scorsi il direttore e i vicedirettori dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale.
Attraverso l’atto i consiglieri chiedono di conoscere le motivazioni per le quali la procedura di nomina del direttore generale e dei due vicedirettori non sia stata eseguita rispettando la legge regionale secondo cui “Il direttore generale sarà nominato dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale” e i vicedirettori nominati, con unica votazione, dal Consiglio regionale tra le persone in possesso dei requisiti”. Anche inserendo nel quadro della vicenda una legge  recente come quella del 2008, le nomine sono comunque illegittime dato che la normativa, pur dando la facoltà al Presidente della Regione di nominare i componenti degli organi istituzionali, prevede “l’acquisizione del parere della commissione permanente competente in materia”, azione che non è stata realizzata.
Porrello dichiara: «Con i decreti dell’8 e del 24 ottobre 2014 Zingaretti ha di fatto affidato la direzione dell’agenzia deputata a fare i controlli a un ex collaboratore della Prestigiacomo, ad un ex assessore implicato in Parentopoli, entrambi riconducibili al centro destra, e ad una dirigente che gli inquirenti hanno definito “protetta” da Fegatelli e DeFilippis. Già di per se è un’aberrazione, peggiorata dall’improvvisa dichiarazione dell’ufficio stampa di Zingaretti che definisce la scelta come “frutto d’intese condivise all’interno dell’assemblea regionale, per garantire il pluralismo delle forze politiche presenti”. Noi siamo la forza politica di opposizione con il maggiore numero di rappresentanti in aula e nessuno ha chiesto la nostra opinione».
Silvia Blasi ha definito l’interrogazione come «un atto dovuto, ai cittadini e alle istituzioni. Non è concepibile che un’agenzia che tratta temi ambientali dovrebbe basarsi sulla trasparenza invece che essere affidata a  persone scelte per motivi politici e non per competenze».

Gaia Pernarella: «Zingaretti si deve rendere conto che il feudalesimo non esiste più e che viviamo in uno stato di diritto. Ci sentiamo presi in giro da chi si difende citando le leggi e poi le calpesta per soddisfare logiche partitiche. Spero che le risposte del Presidente Zingaretti siano più soddisfacenti delle loro scuse».

Gruppo Consiliare M5S Regione Lazio

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