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Covid: altra ondata di contagi nella Tuscia

Gli ultimi referti di positività sono collegati a tamponi eseguiti su cittadini residenti o domiciliati nei seguenti comuni: 40 a Viterbo, 5 a Capodimonte, 5 a Tuscania, 5 a Montefiascone, 4 a Castel Sant’Elia, 3 a Civita Castellana, 3 a Vetralla, 3 a Vejano, 2 a Vitorchiano, 2 a Valentano, 2 a Soriano nel Cimino, 2 a Canepina, 2 a Vasanello, 2 a Corchiano, 2 a Marta, 2 a Bassano Romano, 1 a Oriolo Romano, 1 a Caprarola, 1 a Capranica, 1 ad Arlena di Castro, 1 a Tarquinia, 1 a Blera, 1 a Bolsena, 1 a Carbognano, 1 a Fabrica di Roma, 1 a Grotte di Castro, 1 a Montalto di Castro, 1 a Nepi, 1 a Piansano, 1 a Ronciglione, 1 a San Lorenzo Nuovo

Mafia, smantellata organizzazione criminale

Un'auto della poliziaROMA – Dalle prime ore dell’alba, personale della Polizia di Stato e militari della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo una misura cautelare personale emessa dal tribunale di Roma, nei confronti di una organizzazione criminale operante nella Capitale e collegata alle temutissime cosche calabresi “Pelle – Nirta – Giorgi (alias Cicero)” di San Luca (RC).

Sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Roma, i finanzieri del nucleo di Polizia tributaria di Roma – Gruppo investigazione criminalità organizzata – e i poliziotti della locale squadra mobile hanno condotto complesse ed articolate investigazioni, all’esito delle quali è stata accertata l’operatività nella capitale di un agguerrito gruppo criminale, connotato da modalità mafiose, specializzato nel narcotraffico internazionale e resosi responsabile di gravi fatti di sangue avvenuti a Roma.

In particolare, le Fiamme Gialle del G.I.C.O. sono riuscite a ricostruire in maniera analitica le rotte delle ingenti partite di droga importate nella capitale, pervenendo al sequestro di circa 600 chilogrammi di narcotico tra cocaina e hashish.

Gli esponenti apicali del sodalizio investigato, originari di San Luca, risultano da anni radicati in città, nei quartieri Appio – San Giovanni, Centocelle, Primavalle ed Aurelio, dove possono contare su una fitta rete di connivenze, in grado di garantire completo anonimato e fornire, all’occorrenza, supporto logistico ai latitanti calabresi.

Il gruppo criminale, gerarchicamente organizzato, è risultato vantare, peraltro, anche importanti ramificazioni a Genova, Milano e Torino, località dove costituivano consolidate basi logistiche, necessarie al momentaneo stoccaggio delle partite di droga importate.

Le odierne indagini, in sintesi, hanno documentato come la cellula criminale ‘ndranghetista, forte di propri emissari, stanziati in Colombia e Marocco, fosse in grado di trattare, alla pari, con i più agguerriti cartelli di narcos colombiani e risultasse determinata a monopolizzare il mercato della droga capitolino, ponendosi come referente affidabile e competitivo per le altre organizzazioni criminali operanti sul territorio, sia collegate a diverse ‘ndrine calabresi sia per soggetti contigui a clan camorristici del napoletano.

Il tutto per un giro d’affari di decine di milioni di euro che, inevitabilmente, sarebbero stati immessi nel circuito legale dell’economia, andando ad alterare quelle regole di concorrenza che sovrintendono al regolare andamento del mercato.

L’attività di polizia giudiziaria ha visto l’impiego di oltre 450 tra militari della Guardia di Finanza e agenti della Polizia di Stato, con il supporto di elicotteri ed unità cinofile. Valido supporto all’attività della polizia giudiziaria capitolina è stato fornito poi dal personale delle Questure e dei comandi delle Fiamme Gialle operanti nelle province di Reggio Calabria, Bologna, Torino, Pescara, Terni, Catanzaro, Frosinone e Genova, oltre che dai Reparti Speciali e di Polizia Scientifica, dai “Baschi Verdi” della GDF nonché dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria.

Ordinanza di applicazione misura cautelare personale (custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari), la cui esecuzione è stata estesa anche in territorio estero, nei confronti di:

1. CRISAFI Bruno cl. 1975 – carcere;

2. CRISAFI Vincenzo cl. 1980 – carcere;

3. PIZZATA Giovanni cl. 1962 – carcere;

4. PIZZATA Francesco cl. 1991 – carcere;

5. FONTOLAN Stefano Massimo cl. 1975 – carcere;

6. MARINO Renato cl. 1972 – carcere;

7. CASTELLI Adamo cl. 1967 – carcere;

8. CUCCIOLI Massimiliano cl. 1967 – carcere;

9. MARTELLI Luigi cl. 1972 – carcere;

10. ROLLERO Marco Torello cl. 1955 – carcere – MAE;

11. ROLLERO Andrea cl. 1982 – carcere – MAE;

12. ROLLERO Luca cl. 1987 – carcere – MAE;

13. D’ALESSANDRI Giuseppe cl. 1956 – carcere;

14. ESPIL Gondalez Juan Ignacio cl. 1979 – carcere – MAE;

15. LANGELLA Giuseppe cl. 1955 – carcere;

16. D’ANNIBALE Roberta cl. 1972 – carcere;

17. GALLO Salvatore cl. 1979 – domiciliari;

18. SCOGNAMIGLIO Giovanni cl. 1979 – domiciliari;

19. VIRGILIO Francesco cl. 1966 – domiciliari;

20. SESTITO MAssimiliano cl. 1972 – carcere;

21. PIZZATA Antonio cl. 1978 – carcere;

22. GALLO Raffaele cl. 1964 – carcere;

23. SESTITO Antonio cl. 1943 – domiciliari;

24. GUSINO Andrea cl. 1956 – carcere;

25. LONGO Mario cl. 1981 – carcere;

26. COSSU Sebastiano cl. 1961 – domiciliari;

27. CURCI Alessandro cl. 1974 – domiciliari;

28. MANCA Salvatore cl. 1977 – carcere;

29. SESTITO Davide cl. 1978 – carcere;

30. SESTITO Francesco cl. 1949 – domiciliari;

31. PELLE Antonio Angelo cl. 1967 – carcere;

per i reati di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale (con l’aggravante mafiosa e del reato transnazionale), lesioni, ricettazione, estorsione, danneggiamento, favoreggiamento personale, simulazione di reato, possesso e fabbricazione di documenti falsi e porto e detenzione abusiva di armi. Oltre 35 perquisizioni tra Lazio, Calabria, Liguria e Piemonte.

Oggetto di perquisizione anche la Cooperativa Edera, oggetto delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, secondo il quale la citata cooperativa, coinvolta anche nell’operazione Mondo di mezzo sulla c.d. MAFIA CAPITALE, era disponibile per la solo formale assunzione di ‘ndranghetisti.

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