“Su Maratonda Caci non risponde perché mente”

MONTALTO DI CASTRO – (r.p.) Dopo essere venuta a conoscenza del fatto che il sindaco e il Consiglio di amministrazione della Fondazione Solidarietà e Cultura avevano allontanato, per “limiti d’età”, tre disabili ospiti del Csr Maratonda, oltre a denunciare il fatto pubblicamente ho inoltrato, quale consigliere di minoranza, due lettere all’attenzione dell’amministrazione capitanata da Sergio Caci, in cui chiedevo delucidazioni in merito alla dimissione dei tre utenti che hanno da sempre frequentato la struttura appositamente creata e della quale ne hanno fatto parte integrante, sin dalla sua creazione, nel noto immobile di via Cere ed ancor prima con l’associazione Hadele.

Dette richieste che contenevano preoccupazioni della sottoscritta, ma anche dei familiari dei disabili, e che sollecitavano il sindaco, quale responsabile della salute pubblica, all’attenta valutazione della ricaduta che poteva avere sul’intera comunità dei disabili ospitati, sono state depositate al protocollo comunale il 5 e 27 di ottobre.
Sono trascorsi oramai circa 50 giorni ma a queste lettere non ho assolutamente ricevuto risposta, ne sono stata convocata in qualità di consigliere e nemmeno sono stati dati chiarimento mezzo stampa, se non quelli della campagna elettorale che, in questi cinque anni, la sua attenzione sarebbe andata più al sociale che ai cantieri.

Belle parole alle quali considerato quanto sta accadendo, i cantieri si vedono, ma i tre disabili sono fuori dal Csr Maratonda, quindi solo parole che non seguono però i fatti.
Vorrei riportarmi all’uso politico, non certamente mio, della problematica evidenziata, con una sua dichiarazione: “Non abbiamo mai preso minimamente in considerazione l’ipotesi di un allontanamento improvviso e repentino di alcun utente. Al contrario, per i tre casi di cui si è parlato in questi giorni sui giornali, con il solo scopo di alimentare sterili dibattiti politici, ci siamo ritrovati ad affrontare l’argomento con serietà e coinvolgimento, mediante un dialogo con le famiglie”; ebbene anche in questo caso belle parole, ma i fatti la smentiscono come i familiari interessati da questa triste storia del nostro paese.
La domanda che farei al sindaco è: ma lei signor Caci rispetta le difficoltà altrui? E’ capace di comprendere il danno che è stato compiuto e che si sta facendo a questi concittadini che fanno parte integrante della nostro tessuto sociale?

Una dignità per ciascuno dei disabili e dei cittadini di questo Comune che va rispettata, prima ancora dei “selfie” a Bruxelles e delle riqualificazioni delle strade. Perché a me sembra che un sindaco che non rispetta diritti e dignità degli altri non abbia una propria dignità da difendere? Signor sindaco invece di pensare a farsi le foto con presidenti e politici, pensi prima al bene primario e pubblico; per il suo bene ci sarà sempre tempo.
Un’amministrazione che non ha cuore veramente per il sociale e per il bene delle persone più deboli.. è un’amministrazione fallita in partenza.

Il Consigliere Eleonora Sacconi

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