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domenica 23 Gennaio 2022

“Nani contro giganti”

(ricev. e pubb.) Nel territorio di Montalto stanno accadendo fatti di una rilevanza tale da scuotere qualsiasi amministrazione che abbia a cuore le sorti della comunità. Eppure, l’attuale amministrazione resta inerte, anzi nei fatti appare favorire l’accadimento di quei fatti. In primo luogo l’Enel ha presentato un progetto per sostituire 4 delle 8 unità esistenti a gas per produrre energia elettrica (600 MW). Gli effetti immediati sul territorio sarebbero emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto, monossido di carbonio (non sono state rese pubbliche le quantità emesse ed i  possibili sistemi di abbattimento).

In secondo luogo la Sogin ha indicato 4 siti per installare il deposito nazionale delle scorie radioattive. Il 15 gennaio saranno indicati i siti più idonei eliminando molti dei siti ora potenziali. Sussistono elevate probabilità che Montalto sia scelta come luogo ideale per il deposito (100 mila metri quadrati di scorie anche al elevata radioattività che saranno inserite in circa 40 anni di trasporti!!).

I rischi sono di natura reale legati al fatto che le scorie di elevata pericolosità non rientrano nei manuali di sicurezza internazionali e nazionali e, comunque, il rischio di scarico dei materiali è potenzialmente possibile. Esistono, poi, tutta la fitta serie di rischi di immagine che colpiscono agricoltura, turismo, commercio. Infine esistono i rischi legati ad uno stato epidemiologico già elevato nel territorio per decenni di inquinamento.

A tutto questo si deve aggiungere che sempre con maggiore forza da parte del Governo si insiste per ritornare all’opzione nucleare (reattori di IV generazione acquistati dalla Francia). Montalto, “sede  potenziale” della più grande centrale nucleare d’Italia, potrebbe essere riconsiderata, stante anche la struttura dell’edificio cementizio mai dismesso, come la naturale sede sostituendo il policombustibile con il nucleare. Può bastare per agitare la vita di una diligente amministrazione?

Evidenziamo  le azioni fatte o non fatte a fronte di questi drammatici aspetti. Esiste un presupposto dal quale consegue la logica, se così si può dire, che ha caratterizzato i comportamenti dell’amministrazione. Questo il presupposto: la trattativa con l’Enel sembra aver premiato l’immediatezza di una entrata economica per tentare un equilibrio di bilancio comunale già sottoposto al vaglio della Corte dei Conti.

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A causa di questo obiettivo preminente dovuto a “mala gestione” si sacrifica l’interesse della collettività rinunciando a svolgere azioni amministrative essenziali. In particolare queste, di seguito, le inadempienze e le scelte inopportune.

Si è tralasciato di sapere e contrattare sullo stato di inquinamento portando a conoscenza, come è nella normalità, la popolazione dei dati effettivi e dei sistemi di abbattimento dei fumi. Si è tralasciato di esercitare un’azione di persuasione nei confronti dell’Enel circa l’incompatibilità tra centrale e deposito. Comunque, il deposito poteva essere materia di contrattazione ed il non aver potuto procedere in tal senso appare un’occasione persa di entità enorme.

Il protocollo di intesa tra Comune ed Enel per la sostenibilità ambientale (ovvero una stazione per la ricarica dei veicoli elettrici!) appare, a fronte dei temi trattati una risibile beffa. Si è affrontato il tema del deposito delle scorie opponendo un tema abbastanza debole. Ne è prova il fatto che la Sogin ha lasciato cadere il tema di opposizione. In termini generali l’opposizione è apparsa più formale che sostanziale dando luogo al fatto che la società civile ha dovuto colmare il vuoto dell’iniziativa amministrativa.

Premesso quanto sopra si conclude affermando che ove si paventasse il rischio di fare di Montalto il centro italiano della radioattività (centrale, deposito, polo tecnologico)  questa compagine amministrativa non potrebbe mai affrontare il gigantesco problema con quella dovuta efficienza e professionalità a tutela dell’interesse collettivo. Questa conclusione, come chiarito, poggia sui fatti accaduti, sulle occasioni perse, sulla povertà di iniziativa, sulla totale mancanza di visione, sul non perseguimento di un interesse collettivo.

Eleonora Sacconi

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