“Nessuna diffamazione, ci siamo riferiti a documenti che loro stessi ci hanno fornito”

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MONTALTO DI CASTRO – Riceviamo e pubblichiamo – Nel difficoltoso accesso agli atti per verificare l’invio di sms di propaganda elettorale a Bianchini, nel 2013, da parte del sindaco di Montalto con spese a carico dell’ente, per il quale ci volle più di un mese di attesa e la produzione all’amministrazione di sentenze che ne dichiaravano la legittimità di richiesta, oltre ad ottenere copia di bollette dagli importi vertiginosi e tabulati telefonici chilometrici, ci venne fornita anche una relazione dai competenti uffici in cui venivano indicati due numeri con spese a carico dei contribuenti: uno del sindaco e l’altro della sua segreteria.
Quando Caci afferma che “I consiglieri di minoranza dovrebbero inoltre scusarsi per le affermazioni diffamatorie nei confronti del mio segretario, che non ha alcun telefono di “servizio” e che sin da subito si è rifiutato di averlo”, dovrebbe anche spiegarci, allora, chi aveva (o ha!) in uso l’altro telefono.
Ci perdonerà se abbiamo logicamente associato un “telefono della segreteria” a chi riveste il ruolo di “capo staff” che, per logica gerarchica, dovrebbe essere il referente primo di Caci coi suoi collaboratori. Lo stesso uomo che tra deleghe informali ai Lavori Pubblici e circolari ai dipendenti che lo indicherebbero come “unico referente” in assenza del sindaco è diventato, lo ripetiamo, il dominus incontrastato del nostro Comune.
Nessuna diffamazione, quindi. Ci siamo solo riferiti a documenti che loro stessi ci hanno fornito, documenti che sono al vaglio delle autorità competenti dopo una denuncia presentata dal nostro Capogruppo, per verificare eventuali illeciti.
Consiglieri Comunali PD