Nessuno è dimenticato

XXIV DOMENICA – CRISTO RE

Dal Vangelo secondo Luca (23,35-43)

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Parola del Signore.

NESSUNO È DIMENTICATO

È davvero di grande speranza la Parola dell’ultima domenica di questo anno liturgico: il ladrone graziato è l’immagine più grande e bella della misericordia di Dio, il segno più evidente della regalità di Cristo, che si esprime proprio così, attraverso il potere dell’amore divino che raggiunge e può salvare anche chi sembra irrimediabilmente perduto.

Tutti in questa drammatica scena si pongono in modi sbagliati: il popolo guarda, assiste in silenzio, mentre i capi deridono Gesù, tronfi del loro orgoglio e della loro arroganza; anche i soldati si fanno beffe di Lui, aspettando un segno miracoloso; persino uno dei condannati alla stessa pena gli si scaglia contro, quasi a pretendere la salvezza.

L’unico che si rende conto davvero di ciò che sta accadendo è l’altro condannato al suo fianco, il quale reagisce agli insulti del compagno di croce e gli ricorda la verità: loro due sono sulla croce giustamente, per il male che hanno fatto, mentre Gesù vi si trova, innocente, a causa del male e dell’ingiustizia degli uomini.

Nell’umile consapevolezza della sua condizione di peccatore, riconosce il Signore e implora anche solo un ricordo per lui, un atto di misericordia che sa di non meritare ma che spera e domanda con fede. Tanto basta: tutti attendono un miracolo, che Gesù scenda dalla croce per manifestare l’onnipotenza di Dio, ma i loro occhi sono chiusi, sono ciechi al vero miracolo che si sta verificando, quello dell’infinita misericordia di Dio, che si fa vittima di espiazione per il peccato e salvezza degli umili.

Il ladrone pentito non solo viene “ricordato” ma abbracciato e portato in Cielo.
È un segno meraviglioso e di grande importanza per noi: qualunque peccato o colpa possiamo aver commesso, anche quelli più gravi e abietti, non ci potrà mai separare dall’amore di Dio in Cristo, dalla sua Misericordia, purché con umiltà riconosciamo il male fatto, c’è ne pentiamo profondamente, lo confessiamo e ci impegnamo a cambiare in meglio la nostra vita e a riparare in ogni modo possibile i danni che abbiamo causato con le nostre cattive azioni.

Approfittiamo subito, il presente è l’unico tempo utile per convertirci e avere la possibilità di passare dalla croce al Cielo.

Buona domenica
Don Rossano

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