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Obbedire all’amore

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARI

Dal Vangelo secondo Matteo (22, 34-40)

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Parola del Signore.

OBBEDIRE ALL’AMORE

Se è vero che “al cuor non si comanda”, come può allora Gesù affermare che l’amore è un comandamento, anzi il più grande dei comandamenti?
Tutti facciamo l’esperienza del conflitto tra “testa” e “cuore”, tra ragione e sentimento, ma queste due realtà sono state volute e create da Dio per aiutarsi a vicenda, per dialogare e interagire al fine di permetterci di educare la nostra natura ed elevare il nostro comportamento fino a raggiungere le vette dell’amore più grande.

“Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. Nel capitolo 26 dell’inferno, Dante mette queste parole in bocca a Ulisse.
Mente e cuore vanno orientati ed educati al vero amore, quello più alto e nobile, che sgorga dal cuore stesso di Dio e che Gesù ci ha insegnato e mostrato con le sue parole e la sua vita.

Passione e ragione sono sorelle, figlie del Creatore, e con la luce dello Spirito santo che abita l’anima, possono essere condotte a comprendere e vivere il vero Amore, che mette ordine nella scala dei valori e nella nostra vita.
L’amore di cui parla Gesù è quindi un amore in cui sono presenti tutte le dimensioni fondamentali della persona: se si divide la persona, l’amore cresce disordinato, incompleto, imperfetto.

L’amore solo di testa è un amore freddo e calcolato; quello solo di cuore è passionale e impulsivo.
La sintesi perfetta può essere realizzata attraverso l’anima spirituale, nella relazione con Dio, la relazione originaria e fondamentale, per mezzo della quale ogni altra relazione della nostra vita può crescere “ben ordinata”. È Lui che in Gesù ci indica la via da seguire, alla sua scuola impariamo il vero amore, sapiente e passionale, e che ci conduce alla pienezza dell’amore, che è la carità.
La carità non è solo un modo di amare ma è l’amore stesso, è Dio.

A questo Amore non si comanda, è vero; a questo Amore si obbedisce, sempre, con gioia.

Buona domenica
Don Rossano

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