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Operazione Vitruvio arriva a Civitavecchia, ai domiciliari Franco De Angelis

Auto Guardia di finanzaCIVITAVECCHIA – Il presidente dell’interporto di Civitavecchia, Franco De Angelis, è tra le 28 persone coinvolte nell’operazione “Vitruvio” condotta dai finanzieri del Comando unità speciali di Roma, che ha portato alla scoperta di un giro illecito dove sono implicati funzionari pubblici, imprenditori e professionisti. De Angelis è agli arresti domiciliari. Le accuse: corruzione e concussione, tangenti per non rilevare abusi edilizi. Le misure cautelari, disposte dalla Procura della Repubblica di Roma, sono state applicate nei confronti di 10 funzionari pubblici, 13 imprenditori e 5 liberi professionisti. I finanzieri hanno perquisito 40 locali presso abitazioni, studi privati e uffici pubblici. L’indagine, avviata alcuni mesi fa, ha tratto origine da episodi corruttivi che vedevano coinvolti alcuni funzionari in servizio presso l’Ispettorato edilizio del XIV Municipio di Roma Capitale. I funzionari preposti al controllo delle pratiche edilizie, in cambio di remunerazioni illecite, hanno omesso di rilevare gli abusi riscontrati nel corso delle ispezioni ai cantieri edili.

Le attività investigative, particolarmente complesse, sono state eseguite con intercettazioni telefoniche, pedinamenti e rilevamenti contabili e sono state, successivamente, estese ad altri funzionari pubblici che prestano servizio presso l’ufficio tecnico del XIII Municipio di Roma Capitale e allo Spresal (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’ASL Roma E.

Le indagini, condotte dai militari del nucleo speciale tutela mercati, hanno evidenziato un vasto sistema di malaffare, basato su sistematici accordi illeciti tra imprenditori e funzionari pubblici, i quali, in cambio di denaro o altre utilità, hanno omesso atti dell’ufficio e/o compiuto atti contrari ai propri doveri, ovvero erano loro stessi a suggerire quali modifiche apportare ai lavori per far ottenere al costruttore il massimo (illecito) vantaggio economico.

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In molteplici conversazioni, i soggetti intercettati fanno esplicito riferimento al pagamento di somme di denaro a favore dei funzionari preposti ai controlli dei cantieri; in altre conversazioni, si rileva, invece, una sorta di “tangente preventiva” che viene pagata per ottenere “coperture” ogni qualvolta viene aperto (o si aveva intenzione di aprire) un cantiere edile.

Oltre alla mancata contestazione degli abusi edilizi, i funzionari in servizio al XIV Municipio di Roma Capitale risultano aver compiuto gravi irregolarità nella gestione delle pratiche relative al rilascio delle autorizzazioni per gli imbocchi alla rete fognaria (fondamentali per la vendita delle nuove unità immobiliari), favorendo gli imprenditori “amici”.

Invece, ai funzionari dello Spresal della Asl è stato scoperto che non venivano contestate le irregolarità riscontrate nei cantieri relative alle norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro.

Le indagini delle fiamme gialle capitoline proseguono per accertare ulteriori responsabilità.

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