Pastori sul piede di guerra: “Il latte deve avere il prezzo di un euro più Iva”

La protesta dei pastori e degli allevatori si fa sentire anche nella Tuscia. A Montalto circa 400 del settore si sono riuniti a San Sisto - VIDEO

MONTALTO DI CASTRO – La protesta dei pastori in Sardegna in una manciata di ore ha attraversato il Tirreno, e ieri sul litorale di Montalto erano circa 400 gli addetti ai lavori per esprimere il loro dissenso contro il prezzo attuale del latte.

Al Complesso San Sisto sono venuti da Roma, dalla Toscana e dalla provincia di Viterbo, in un incontro per discutere sui prossimi interventi volti a rimodulare il prezzo del latte ovino e caprino, venduto alle aziende di trasformazione a 60 centesimi al litro. “Uno schifo – urlano i pastori – a quel prezzo non riusciamo a mantenere i costi di produzione e siamo costretti a prendere provvedimenti per tutelare il nostro comparto”.

Alla luce di ciò, ieri nei locali messi a disposizione dal Comune di Montalto, i pastori e gli allevatori hanno espresso la volontà di andare avanti nella loro protesta sotto gli hashtag #maipiùsottouneuro #iostoconipastori, ma con l’obiettivo di essere uniti.

“Dobbiamo riuscire a ottenere un tavolo di trattativa per la contrattazione del prezzo del latte – spiegano a gran voce -. Stiamo organizzando vari eventi per arrivare a fissare un prezzo imposto minino e di stipulare delle contrattazioni negli anni, evitando di subire l’imposizione del prezzi del latte che conferiamo”.

Per i produttori 60 centesimi a litro non sono sufficienti a coprire le spese di produzione, e in questi giorni stanno fortemente protestando buttando in strada litri e litri di latte piuttosto che venderlo sottocosto. La protesta è arrivata anche ad annunciare di occupare porti e aeroporti e fermare qualsiasi mezzo trasporti latte alle aziende casearie.

Martedì 12 febbraio, alle ore 12, i pastori sono pronti a manifestare a Grosseto.

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