Presa la banda criminale specializzata in furti e rapine in abitazione

Le indagini dei carabinieri hanno portato all'arresto di sei persone, una italiana di 35 anni e cinque cileni tra i quali due minorenni

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VITERBO – Una donna italiana di 35 anni e due cileni di 35 e 32 anni, e tre minorenni, anch’essi di nazionalità cilena, sono ritenuti i responsabili di una serie di furti e rapine in abitazioni avvenuti la scorsa estate nella provincia di Viterbo.

I carabinieri del nucleo investigativo hanno concluso le indagini, coordinate dalla Procure di Viterbo e Roma, che hanno dato esecuzione ad un provvedimento restrittivo nei confronti degli indagati.

Le indagini erano state avviate a seguito di una rapina avvenuta a Viterbo il 18 agosto scorso, all’interno di una villa in Strada Querciaiola. In quella circostanza, la giovane donna proprietaria dell’abitazione, rincasando, aveva sorpreso due individui che stavano saccheggiando l’immobile. Per assicurarsi la fuga i malfattori minacciarono con un cacciavite la vittima allontanandosi a bordo di un’autovettura alla guida della quale vi era un terzo complice che faceva da palo.

Le successive indagini hanno permesso di stabilire che diversi delitti contro il patrimonio commessi nel periodo estivo, rientrano in un medesimo disegno criminoso, posto in essere dagli arrestati, tutti con dimora nei quartieri popolari di Ostia. Tra le vittime anche il noto dirigente sportivo Angelo Peruzzi. I ladri il 28 giugno entrarono nella sua abitazione a Blera, ma i carabinieri arrestarono in flagranza di reato un minore.

Gli indagati, per la perpetrazione dei delitti avevano sviluppato un ricorrente modus operandi che, tra le altre cose, prevedeva l’uso di utenze telefoniche fittiziamente intestate a cittadini extracomunitari mai censiti sul territorio nazionale, a volte interscambiate tra gli stessi indagati, impiegate unicamente per i contatti durante i furti o i sopralluoghi e immediatamente disattivate allo scopo di eludere le indagini.

Inoltre, è emerso che parte della refurtiva o veniva monetizzata depositando i preziosi presso banchi dei pegni/compro oro o occasionali acquirenti, oppure veniva utilizzata per scopi religiosi occulti. Infatti, nel corso delle attività, è stata accertata l’appartenenza, quantomeno di un indagato, alla religione cubana denomina Yoruba, nella quale i “sacerdoti”, detti Bubalawo o anche Oluwo (padrino), chiedono ai seguaci offerte di oro e denaro per la loro protezione e il soccorso protettivo di un Santo.

La Procura di Viterbo, condividendo il quadro indiziario tracciato dai carabinieri, ha richiesto e ottenuto dal gip la custodia cautelare agli arresti domiciliari per l’unica donna, e unica cittadina italiana, e la custodia cautelare in carcere per il trentacinquenne cileno.

Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nei confronti della donna lo scorso fine settimana, mentre per il cittadino cileno, resosi in un primo momento irreperibile, è stato necessario estendere le sue ricerche in ambito europeo. Grazie alla collaborazione del servizio per la cooperazione internazionale di Polizia è stato possibile localizzare il ricercato in Austria, motivo per il quale la procura ha ottenuto dal gip d Viterbo l’emissione di un mandato di cattura europeo, eseguito dal collaterale organo di polizia austriaco nella mattinata di lunedì e a breve verrà estradato in Italia.