Progetto fotovoltaico: “Nessuna area boscata verrà toccata”

La società Dcs Srl: "Siamo convinti che sia possibile produrre energia rinnovabile per salvaguardare e migliorare l’ambiente, senza recare danno ad altre componenti ambientali"

TUSCANIA – “Gli impianti fotovoltaici non inquinano l’acqua, non avvelenano il suolo, sono completamente riciclabili e puliti”. La società Dcs Srl interviene per spegnere le polemiche del progetto dell’impianto fotovoltaico di Tuscania nella località Pian di vico.

“Come Società proponente del suddetto impianto – dichiara la Dcs Srl – riteniamo doveroso e legittimo, nonché utile, rispondere ad alcuni argomenti che vengono utilizzati da cittadini e associazioni come emblematici e strumentali ad una vera e propria “demonizzazione” del progetto di Pian di Vico e degli impianti di produzione di energia rinnovabile in generale.

Le nostre considerazioni, che qui vogliamo portare a conoscenza dell’opinione pubblica, devono essere lette nell’ottica di una informazione libera e pluralista e, possibilmente, in cui le opinioni espresse siano collegate a fatti obiettivi e non a ideologie preconcette.

Informazione che, di contro, è stata ultimamente fornita e utilizzata in maniera approssimata, a volte apparentemente dilettantesca, e che comunque risulta basata su una lettura incompleta e non approfondita dei progetti e degli atti pubblici della procedura di autorizzazione.

Siamo pienamente convinti del diritto dei singoli e delle comunità a esprimere le proprie opinioni e dubbi – continua la società – a far sentire la propria voce e a vedere ascoltate le proprie opinioni, purché alla base di questo processo ci sia una corretta, imparziale e obiettiva informazione, scevra da strumentalizzazioni di sorta e pulita da ogni mistificazione  volontaria o involontaria.

Persone quali i nostri detrattori, Il Comitato Salute e Ambiente promuovono la propria “politica del NO” verso l’impianto fotovoltaico di Tuscania forse, vogliamo crederlo, senza conoscerne gli aspetti legali e progettuali. Altrimenti talune loro affermazioni, ripetute con grande sicurezza, non si spiegherebbero davvero.

Nei vari articoli, si sbandiera come motivo di illegittimità del progetto e quindi come sostegno per un ricorso al Tar il fatto che il progetto andrebbe a sopprimere delle aree boscate e occupare il tracciato della antica Via Clodia.

Nei certificati di destinazione urbanistica rilasciati dal Comune, citati da questi soggetti, è riportata l’esistenza di aree boscate e di fossi.

Ma tali certificati di destinazione urbanistica sono riferiti alla totalità dei terreni di proprietà dei venditori, mentre solo una parte di questi terreni è interessata dal progetto dell’impianto.

D’altra parte, basta guardare gli elaborati di progetto e le varie prescrizioni imposte dagli enti che hanno espresso i loro pareri, per capire in maniera inequivocabile che né fossi e corsi d’acqua vincolati, né aree boscate, né tantomeno le formazioni vegetali e le alberature presenti sui terreni, verranno minimamente toccate dal progetto. Questo a tacere del fatto che per legge vi sono delle fasce di rispetto per qualsiasi costruzione, rispetto a tali elementi naturali. Elementi che, anzi saranno lasciati completamente inalterati e non subiranno nessuna modifica o impatto.

Anche per quanto riguarda il tracciato dell’antica Via Clodia, bisogna precisare che allo stato attuale delle conoscenze si può solamente presumere che questo possa ricadere nei pressi delle aree interessate dall’impianto. È escluso categoricamente che il tracciato possa passare nei terreni interessati dal progetto.

Per accertarlo, la società ha svolto appositi studi con l’ausilio di archeologi qualificati già nella fase di autorizzazione; inoltre i lavori sul campo saranno seguiti puntualmente da archeologi per impedire che eventuali (e non certi) ritrovamenti vengano alterati o impattati dall’impianto. Questo, del resto, è già previsto dalla legge.

Siamo convinti che sia possibile produrre energia rinnovabile per salvaguardare e migliorare l’ambiente, senza recare danno ad altre componenti ambientali (suolo, ecosistemi, paesaggio e beni archeologici, ambiente idrico) a scapito di altre (atmosfera, qualità dell’aria).

Gli impianti fotovoltaici non inquinano l’acqua, non avvelenano il suolo, sono completamente riciclabili e puliti e non sono destinati a occupare per sempre il suolo (sono removibili e destinati a operare per uno specifico periodo di tempo deciso dalle Autorità pubbliche).

Proprio per questo portiamo avanti i nostri progetti con un approccio qualificato, multidisciplinare e non radicalizzato. Sottoponiamo volontariamente i progetti all’esame di tutti gli Enti competenti, adottando le procedure previste dalla legge che diano la maggiore pubblicità e trasparenza alle nostre azioni (siamo i primi in Italia a utilizzare la Procedura Autorizzatoria Unica Regionale).

E proprio per questo ci addolora vedere come le nostre azioni vengano fraintese, combattute – conclude la società Dcs Srl – talvolta strumentalizzate sulla base di argomenti destituiti di fondamento oppure di preconcetti, costringendoci a valutare anche azioni giudiziarie e risarcitorie a tutela del nostro diritto a esercitare onestamente una attività economica e del diritto dei cittadini a non essere ingannati e manipolati con informazioni false o rappresentazioni inesatte e tendenziose dei fatti”.

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