Quegli slogan di Miss Italia che hanno fatto “scuola”

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[ad id=”749″]MISS ITALIA – Un giocatore in campo viene richiamato in panchina e il telecronista si rivolge così all’escluso: “per te il derby finisce, per l’altro giocatore il derby continua…”. È uno degli esempi dell’uso che viene fatto di alcune frasi, slogan, veri tormentoni inventati a Miss Italia che fanno fortuna anche altrove, applicabili a situazioni diverse.
Mentre su La7, il 10 settembre, giorno della finale, sentiremo risuonare il vecchio, caro “per te Miss Italia finisce … per te continua…” tanto amato da Carlo Conti, vediamo le altre frasi ‘storiche’, si fa per dire.

La più rinomata: “Miss Italia è la ragazza della porta accanto”, è firmata da Enzo Mirigliani in persona ed è stata poi scopiazzata da chi, a turno, parla di persone semplici e talmente comuni da trovare anche sotto casa. Il patron definiva la sua Miss ‘normale’, non una diva inavvicinabile, irraggiungibile, certamente avvenente, ma “consegnata a un’idea di normalità e di sana quotidianità” e nella quale ti puoi imbattere per le scale del tuo condominio. Facile l’ironia di chi sostiene di non aver mai avuto una vicina di casa bella come Miss Italia.

Notevole è anche l’espressione “La Miss dell’Italia accanto”: è stata coniata per Maria Perrusi, calabrese di San Biase (278 abitanti) nel Comune di Fiumefreddo (tremila) in provincia di Cosenza, per il suo modo semplice di rappresentare tutto il Paese. Definizione che per lo stesso Mirigliani si è poi trasformata nel “patron della porta accanto”.
Anche “vorrei la pace nel mondo” è stata piuttosto usata ma, questa volta, per ironizzare sulla banalità di certe frasi delle miss. Non si è mai saputo, in realtà, quale o quali miss l’hanno pronunciata, ma è piaciuta talmente tanto da farla apparire patrimonio di tutte. Le simpatiche Katia e Valeria, nelle loro imitazioni, hanno fatto almeno sorridere.

Patrizia Mirigliani si fa il segno della croce quando una miss dice di sentirsi “solare”, aggettivo usato a ripetizione da chi non trova di meglio per dire che è serena, brillante, lucente, splendida, sì, insomma, solare!

La patron potrebbe anche fare un corso preparatorio alle miss per scongiurare i luoghi comuni. Fa sorridere, per esempio, la miss che dice “nella vita invece io faccio …” per spiegare la sua attività quando non è miss, come se avesse … due vite. Oppure che “la mia migliore amica è la mia mamma”, che spesso è anche “la mia donna ideale” e colei che ha provveduto all’iscrizione della figlia al concorso. Qualcuna si lascia andare ancora alla malinconia per l’assenza da casa, per la mancanza degli amici e del fratellino, mentre numerose sono le ragazze che, in maniera lodevole, dichiarano di svolgere volontariato nel tempo libero. Ma viene in mente Gino Bartali, campione di ciclismo e di altruismo, che diceva: “il bene si fa, un si dice”.

E, a proposito, come non ricordare Giovanna Arco, diciassettenne torinese che, in diretta tv, anno 2000, esclamò: “non voglio che mi si facciano domande così banali. Stasera parlo io!”, ma il conduttore, a cui evidentemente si era rivolta la quasi omonima della Pulzella d’Orléans, non la prese bene.

Già che ci siamo, una volta per tutte, gli psicologi dovrebbero spiegare come mai la seconda classificata a Miss Italia è sempre la più felice di tutte ed è la prima, appena udito il verdetto (a lei contrario) ad abbracciare, entusiasta, la vincitrice. Forse è il senso di liberazione. Tutto ciò, mentre la prima, che dovrebbe gioire, è in lacrime.
Sullo sfondo risuonano – dal 1939! – le note di “Cinquemila lire …. per un sorriso…” scritte dal maestro Giovanni D’Anzi e riadattate in questi anni da Enrico Cremonesi, il musicista di Fiorello.

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