Quel latte versato non è solo un problema della Sardegna

Giovedì 28 febbraio alle 20 Pastori Liberi organizza una riunione per mettere al corrente gli sviluppi di questi giorni

MONTALTO DI CASTRO – I pastori del Centro Italia non mollano la presa contro la politica del prezzo del latte. La loro è una battaglia per riavere una dignità di un lavoro che non conosce pausa. Un sacrificio per pochi centesimi al litro.

“Una problematica, questa, che non riguarda solamente la Sardegna, ma tutto il comparto del Paese”. Lo urlano i Pastori Liberi, che hanno indetto una nuova riunione in programma per giovedì 28 febbraio, alle 20, a piazza San Sisto. “Tutti i rappresentanti delle regioni d’Italia – dicono – hanno diritto di parola nel tavolo di discussione al Governo. Non si può creare una legge che tuteli solo una parte degli allevatori dimenticando il resto d’Italia. Non tutti produciamo pecorino romano.
Non accettiamo esclusioni, anche se la stanchezza si fa sentire, la paura di non concludere nulla, abbiamo bisogno di rimanere uniti e aggiornarci sui nuovi sviluppi per poter andare avanti.

Alla manifestazione di Monterosi – aggiungono – dopo esserci confrontati con la questura di Viterbo, con la quale si sta aprendo un dialogo, Pastori Liberi organizza una riunione per mettere al corrente tutti sugli sviluppi di questi giorni”.

C’è una dignità, e lo spiega in una lettera indirizzata a Casteddu Online Marzia Zucca, 23 anni, figlia di un pastore di Flussio (Sardegna).

“Dietro quel latte c’è un padre che al nostro compleanno, al nostro battesimo, battesimo, alla mia laurea, a Pasqua, a Natale è sempre andato prima in campagna. Non esistono ferie, non esistono vacanze, non esiste una malattia, non esiste una cerimonia, un lutto, viene prima la campagna. Dietro quel latte c’è un padre che esce presto la mattina, tutti i giorni e se va bene alle 20 è a casa per una doccia, mangiare con la sua famiglia e andare a letto presto perchè pensa già alla sveglia che suonerà fra poche ore.

E’ grazie a quel latte buttato per strada che la mia famiglia ha permesso a me e mio fratello di crescere, di vivere con dei sani principi, di studiare, conseguire la Laurea e partire fuori dalla Sardegna per avere un titolo in più. Non molliamo”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.